I LAND

“MONUMENTANDO”. Napoli, un progetto per ripartire dalla storia

24-03-2014 stefano lento

Non solo metropolitane e grandi firme dell’architettura contemporanea ma anche un programma che prevede di dare valore al tessuto storico partenopeo. È già dal 2013 che il sindaco Luigi De Magristris dichiara l’intenzione di restituire alla città opere di indubbio valore e da tempo chiuse a causa dell’immobilismo dei cantieri per il recupero. A distanza di un anno prende forma MONUMENTANDO, iniziativa che prevede il restauro dei principali siti di interesse sparsi sull’intero impianto urbano. Sono ventisette i monumenti coinvolti tra cui si segnalano quelli di maggior rilievo: il portale del castel Nuovo   prossimo alla vicina fermata della stazione progettata dall’architetto portoghese Alvaro Siza, le mura greche in piazza Bellini e piazza Calenda, il campanile della chiesa del Carmine e le innumerevoli fontane di spiccato interesse paesaggistico. Occorrono circa 3,5 milioni di euro per mettere in attuazione il piano; si è quindi deciso di offrire una significativa aperture nei confronti di privati che potranno sponsorizzare iniziative di qualsiasi natura oltre alla gestione in prima persona dell’esecuzione dei lavori. Sarà la Sovrintendenza ad occuparsi del corretto svolgimento della fase esecutiva per la quale sono previsti tempi di progettazione che variano da 60-120 giorni e bandi di gara aventi invece una forbice temporale dispiegata su un intero arco annuale.

 

IL PRIMO PROPOSITO REALIZZATO

È il campanile della chiesa di Santa Chiara il primo ad aver visto il completamento dei lavori nell’ambito di questo generale processo di rivalorizzazione. L’opera è stata finanziata dal Fondo degli edifici di culto del Ministero dell’Interno che ha stanziato 158.000 euro per l’intervento. Il complesso, sito nel cuore del centro storico, prospicente il decumano inferiore – la Via San Biagio dei Librai - e vicino alla centrale piazza del Gesù, fu edificato durante la trecentesca dominazione angioina ed è una delle principali fabbriche gotiche insieme al Duomo, San Lorenzo e Sant’Eligio. Sostanziali opere di ripristino sul manufatto furono compiute nel ‘900 quando i bombardamenti bellici del secondo conflitto mondiale sventrarono la copertura lasciando fortunatamente intonso il chiostro posto alle spalle del monastero. È solo oggi che invece viene rimesso in uso il campanile, su pianta quadrata e con distribuito su tre ordini, chiuso al pubblico da più di un secolo. La riapertura dell’obelisco significa offrire alla gente un nuovo punto di vista, un affaccio dall’alto sulla città, alla stregua delle principali capitali europee. Viene così intesa la storia come un necessario passaggio verso la contemporaneità.

Social Media: