I LAND

Un luogo magico che ha respiri, la Cavallerizza Reale di Torino

11-06-2014 Ma Ria
racconti d'architettura

 E' un luogo magico, che ha respiri, magico come tanti altri....

Ritengo giusto inserire dei cenni storici, ponendo l'accendo sull'interesse riaccesosi in questo periodo sulla Cavallerizza Reale di Torino, grazie all'opera di un'associazione, Cavallerizza 14.45, un'assemblea, un luogo d’incontro in cui abitanti di Torino, lavoratrici e lavoratori dello spettacolo e della cultura, studenti e associazioni hanno deciso di cercare forme di organizzazione dal basso per tutelare uno dei beni comuni di questa città, la Cavallerizza Reale

 

Gli edifici che compongono ai giorni nostri la Cavallerizza Reale facevano parte di un grandioso progetto di riorganizzazione urbanistica ideato da Carlo Emanuele II di Savoia, che nel 1668 stabiliva la necessità di trasformare radicalmente il volto della città di Torino, dotandola tra l’altro di un prestigioso istituto, l’Accademia Militare, in grado di formare alti ufficiali, attingendo dalle giovani leve della nobiltà piemontese e non solo.

La costruzione della prima parte “barocca” della Accademia Militare e della Cavallerizza Reale, che attraverso il Teatro Regio (terminato nel 1740) si collegavano a Palazzo Reale e al Duomo, con la Cappella della Sindone, costituisce il culmine di questo progetto architettonico e sociale, che significativamente univa tutti gli edifici nevralgici della capitale al sovrano e alla sua dimora. Amedeo di Castellamonte era l’architetto chiamato dai Savoia a elaborare un progetto unitario che non fu realizzato per intero, e subì modifiche nel corso dei lavori, ai quali si succedettero tra gli altri Filippo Juvarra e Benedetto Alfieri.

Nelle Relazioni sull’Andamento delle costruzioni per le fabbriche e le fortificazioni, conservate presso l’Archivio di Stato di Torino, la Cavallerizza si dichiarava eretta tra il 1740 ed il 1741 secondo il disegno di Benedetto Alfieri, per uso dell’Accademia Militare.

La Cavallerizza mantenne fino alla fine dell’Ottocento la sua funzione di area delle attività di servizio al Palazzo Reale e agli edifici di comando dello Stato Sabaudo: giochi ed esercizi cavallereschi, maneggio, scuderie e riparo per le carrozze sono ricordati ancora negli stucchi e nelle decorazioni sui portali e sulle volte. Le scuderie, infine, vennero portate a compimento a metà Ottocento su progetti di Carlo Bernardo Mosca e di Ernesto Melano.

Nel secondo Novecento il braccio della Zecca venne occupato dalla Polizia di Stato, che utilizzò la Cavallerizza come ricovero per i propri mezzi, mentre parte degli edifici circostanti furono destinati ad abitazioni popolari. Verso la fine del secolo scorso il Comune di Torino ha acquisito dal Demanio l’intera area da restaurare, e Maneggio Reale, Manica Lunga, Manica Corta, Salone delle Guardie sono stati affidati al Teatro Stabile di Torino. I vari ambienti, oltre che a servire come palcoscenico, sono stati utilizzati come spazi per prove, depositi, ripostigli, camerini, sala di montaggio scenografie. Inaugurato nel 2001 con Fenicie diretto da Gabriele Vacis e coprodotto da Teatro Stabile Torino e Laboratorio Teatro Settimo, la Cavallerizza ha ospitato numerose produzioni del Teatro Stabile: tra gli altri ricordiamo La Peste regia di Claudio Longhi, Comedie Humaine diretto da Dominique Pitoiset, Disco Pigs diretto da Valter Malosti (coprodotto con Teatro di Dioniso), Senza regia di Beppe Rosso (coprodotto con ACTI Teatri Indipendenti).

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