I LAND

MUSSOLINI E I FINOCCHI

28-06-2014 stefano lento
racconti d'architettura

Rimini. Pensi sia solo un posto per vacanzieri d’assalto e, alla fine, scopri che lo è per davvero. Probabile però che la bellezza vada ricercata perché solitamente ama nascondersi sotto la patina del visibile. Questo posto meritava una chance. Sembrava impossibile che oltre uno splendido anfiteatro chiuso al pubblico, una maestosa porta romana, una domus celata in una architettura contemporanea che neppure ti aspetti e il noto Malatestiano non ci fosse null’altro da ricercare. Poi, quando avevo messo fine alla mia ricerca e mi ero arreso in infradito per battere la battigia della riviera, rimango con gli occhi strabuzzati e pieni di meraviglia a pochi passi da Riccione. Intravedo una costruzione in mattoncini a faccia vista, tipici delle zone in questa terra d’Emilia. Da vicino il complesso appare in tutta la sua imponenza; grandi volumi dormitorio sono collegati da camminamenti esterni porticati. Con attenzione osservo la struttura, è ben tenuta. Il basamento di rinforzo in calcestruzzo e gli spioventi dei tetti ancora integri mi fanno pensare ad un restauro neppure tanto lontano nel tempo. Intorno però solo radura incolta e finestre da cui sono stati sciaguratamente divelti gli infissi. Il rammarico sale quando all’improvviso sento qualcuno richiamare l’attenzione alle mie spalle; è un vecchio in costume e pagliuzza che diventa la voce di una memoria storica mai perduta. Mi parla di quella colonia dove, qualche tempo prima della guerra, i bambini provenienti da Bologna andavano a trascorrere le vacanze d’epoca fascista. Non nasconde l’ancora viva ammirazione per il duce e prosegue il racconto. Parla di una scuola d’arte dalla quale proprio Mussolini fece arrivare abili pittori per adornare i prospetti con dipinti di testata ancora ben conservati. Poi, la guerra, la caduta del regime e la politica. I passaggi di mano tra le varie amministrazioni fino ad arrivare ai giorni nostri in cui la disputa sul destino della struttura non si è ancora risolta. Non resisto che quasi faccio un passo verso l’ingresso per visitare gli interni. Il vecchio mi ferma. “Attento. Li dentro è pieno di finocchi!”

 

foto della Colonia Marina Bolognese "Decima Legio" di RIccione

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