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MALTE SUGHERO/CALCE; CAPPOTTI TERMICI EFFICIENTI, TRASPIRANTI ED ECOLOGICI, APPLICABILI ANCHE INTERNAMENTE E IN ORIZZONTALE

23-10-2014 il tecnologo Instaura- Lancellottirestauro
materiali e tecniche nel Restauro Architettonico

In tema di efficienza energetica degli edifici, la legislazione Italiana dirige l’attenzione con recenti decreti, alle parti opache dell’involucro edilizio piuttosto che agli impianti.

Una elevata prestazione energetica degli edifici è raggiungibile soltanto attraverso l’ottimizzazione dell’involucro edilizio che per le strutture esistenti si traduce nella rifazione degli intonaci e/o al riempimento delle eventuali intercapedini.

A Napoli dove la maggioranza di edifici è in tufo di elevato spessore, la problematica maggiore viene rappresentata dal raffrescamento estivo piuttosto che dal riscaldamento invernale.

Impianti anche efficaci che raffrescano l’aria possono ben poco per compensare le carenze termiche di un involucro protetto in modo scadente, l’ideale è quindi agire con efficacia sulle parti esterne vetrate ed opache.

Seppur di carico termico inferiore rispetto alle superfici vetrate, le parti opache sono la maggioranza delle superfici e raffigurano certamente l’impatto più rilevante sul comportamento termico complessivo di un edificio.

Ponti termici rilevati con video termografia digitale

Pertanto è su questi punti che dobbiamo agire, con intelligenza ed efficacia.

Selezionando (e provando) le possibilità offerte dal mercato, sono arrivato alla conclusione che realizzare una “pelle” continua duttile, tufo-compatibile, traspirante ed altamente coibente sia la soluzione ottimale.

Un intonaco confezionato con granuli di sughero e calce idraulica naturale NHL, risponde perfettamente a queste caratteristiche rispetto ai superati pannelli sintetici derivati da polimeri come polietilene, poliuretano, polistirolo, polistirene sintetizzato.

Applicazioni di termo intonaco in sughero

Il tufo non ha grandi problematiche termiche nei confronti del freddo, ma presenta un alto grado di porosità e di assorbimento che lo rendono oggetto di fenomeni di marcescenza, classificandolo tra i materiali difficili da deumidificare.

Se su superfici di questo tipo, vengono prescritti e applicati materiali plastici, non facciamo altro che accelerare il processo di collasso igrometrico interno, con conseguente condensazione superficiale e la formazione di muffe.

Un’interessante studio della Sorbona afferma che aumentando del 2/3% l’umidità relativa interna si ha un abbattimento del potere isolante del 30% sulle pareti opache, ossia si vanifica il lambda 0,034 del pannello con conseguente spreco di energia sia per riscaldare che raffrescare.

In buona sostanza, se l’edificio non traspira il processo di isolamento termico applicato risulta inefficace

L’orientamento europeo è quindi per l’abolizione di materiali sintetici non più ecosostenibili, ai quali attribuisce effetti geno tossici, anche irreversibili.

Prospetto intonacato con NATURCAP

Il mercato del futuro; l’efficientamento energetico delle abitazioni

Buona parte del patrimonio edilizio italiano, è rappresentato da edifici costruiti nel secondo dopoguerra. complessivamente si può stimare che tre quarti degli edifici in Italia siano stati costruiti tra il 1946 e il 1991, e il 30% è in condizioni pessime o mediocri.

Edifici costruiti fra gli anni cinquanta e i primi anni novanta, mostrano comportamenti termici insufficienti perché costruiti spesso di fretta, con materiali scadenti e poca attenzione al risparmio energetico.

Ma va molto peggio per le strutture storiche ed antiche anche se gli imponenti spessori murari suppliscono la carenza.

Procida edificazioni storiche in tufo

Per rendere un’idea della differenza di consumo tra edifici in classe G che consumano circa 19 litri gasolio/mq anno, rispetto ad una casa clima in classe B che consuma circa 3 litri gasolio/mq anno, è evidente che il consumo si riduce a meno di 1/6.

Ciò significa che un appartamento medio di 100 mq di classe G consuma circa 2.400 euro in più ogni anno rispetto alla classe B, che salgono a 2650 euro rispetto alla ottimale classe A.

Queste somme equivalgono la quota parte relativa all’acquisto di un termo intonaco in sughero rispetto ad un intonaco normale.

Dovremmo quindi aspettarci l’automatica, ovvia ed inevitabile prescrizione da parte di tutti i tecnici impegnati in risanamenti e manutenzioni di un termo intonaco di questo tipo, in qualsiasi condizione di cantiere.

Le prospettive future del mercato edile non possano prescindere da interventi di riqualificazione del costruito in chiave di efficienza energetica, sostenibilità e sicurezza.

Un’esigenza che può diventare un nuovo volano per il rilancio economico del settore.

Massetto termico in sughero

Un investimento sicuro per il futuro

Come abbiamo visto un intervento di coibentazione termo igrometrica ed acustica eseguito con termo intonaco in sughero costa inizialmente in più rispetto ad un normale intonaco premiscelato, ma grazie all’immediato risparmio energetico è in grado di portare in pareggio l’investimento dopo un solo anno di gestione, convertendosi negli anni successivi in ricchezza spendibile.

Coibentazioni eseguite con il sughero dopo trent’anni sono ancora più performanti mentre i pannelli sintetici dopo cinque/dieci anni iniziano a degradare per poi collassare.

Comparazione tra termo intonaco in sughero e cappotto in pannelli sintetici

Traspirabilità

Il primo punto di forza di un termo intonaco a base di sughero è l’indice di traspirabilità (o resistenza alla diffusione del vapore acqueo) misurato in μ, valore che per l’intonaco in sughero è tra 5 e 8, mentre per i pannelli sintetici tra 50 e 80.

Il sughero garantisce un confort abitativo senza eguali mentre la scelta del pannello sintetico assolutamente non traspirante è come dormire con un pigiama in plastica piuttosto che in cotone.

Contrariamente a qualsiasi altro prodotto e specificatamente in rapporto ai pannelli derivati da polimeri, un termo intonaco in sughero risulta eterno in quanto la calce idraulica naturale NHL impiegata nella formulazione aumenta nel tempo le performance fino a tornare roccia (carbonatazione).

Sulla durata del sughero si hanno esperienze che dimostrano il mantenimento delle doti strutturali e meccaniche anche dopo centinaia di anni.

Tornando all’edilizia, per esperienza diretta lavori eseguiti 25 anni fa risultano oggi più performanti a differenza dei materiali derivanti da polimeri, soggetti alla riduzione delle prestazioni col passare del tempo e rendendo necessarie le fastidiose ventilazioni forzate all’interno degli ambienti, per evitare condense e muffe.

Ci sarebbe quindi da domandarsi di quanto cala il K termico della parete se sono costretto ad aprire le finestre per ventilare, oppure di quanto sale la mia spesa energetica se sono costretto ad accendere un impianto di ventilazione.

 

Protezione dall’irraggiamento solare

La naturale temperatura del sughero non sale mai sopra i 24° anche in presenza di sole battente, quindi non scalda la muratura come non scalda la mano che impugna un ferro da stiro.

La protezione dal caldo è direttamente proporzionale alla “massa o densità” rispettata dal  connubio sughero/calce che presenta una massa superiore al leggero e inconsistente pannello in polimeri.

 

 Insonorizzazione ed assorbimento acustico (fonoassorbenza)

Da sempre il sughero è considerato il materiale naturale “principe” per abbattere le risonanze con eccellenti doti fonoisolanti e fonoassorbenti.

In aiuto al già performante sughero interviene la massa o densità del prodotto ad aumentarne le capacità di insonorizzazione e correzione acustica ambientale.

La portoghese Tania da Cruz ha vinto il primo posto al Salone Satellite 2013, presentando un pannello acustico modulare dalle eccellenti proprietà isolanti utilizzando uno dei materiali più lavorati nella sua terra d’origine, il sughero.

Non è quindi certamente da sottovalutare l’intrinseca caratteristica del sughero di generare confort abitativo che consente una sensibilmente riduzione della rumorosità ambientale e di ascoltare senza fastidiosi echi e riverberi.

Inattaccabilità da batteri e salnitri

Grazie all’elevatissima basicità (ph > 12,5) la calce viene considerata “l’antimuffa naturale per eccellenza” , impiegata anche per la rigenerazione e la stabilizzazione dei terreni.

La calce impedisce la formazione di condensa e muffa creando condizioni ostili alla sopravvivenza dei microrganismi patogeni (batteri e virus) che sono causa di infezioni, malattie e reazione allergiche, consentendo di “disinfettare” i supporti sui quali viene applicato.

 Capacità ad uniformarsi a qualsiasi supporto

Da oltre 25 anni l’intonaco continuo in sughero rimpiazza i pannelli sintetici con migliori risultati estetici estremamente omogenei, evitando gli interstizi (fughe) tra pannelli, che originano ponti termici, umidità, e irregolarità alla vista come la “lettura” dei riquadri dei pannelli.

Eventuali difformità anche minime della complanarità del supporto, possono riprodursi nella rasatura armata soprastante i pannelli, che in considerazione del limitato spessore, risultano essere rilevanti con conseguenti differenti sollecitazioni da zona a zona.

Dissesti in coibentazioni eseguite a pannelli sintetici

Analogo problema si verifica laddove i pannelli del cappotto termico non vengono accostati perfettamente, la presenza di malta rasante nelle fessure tra le lastre, provocherebbero chiavi di ritegno allo strato soprastante inducendo tensioni anomale.

I giunti dei pannelli isolanti, se non sono ben accostati, generano inoltre situazioni di eterogeneità termica, quindi zone soggette a ponti termici con concentrazione di umidità  e condensazione, senza contare che le conseguenze di errori nella posa dell’isolante, possono dare adito ad anomalie quali fessurazioni corrispondenti ai giunti dei pannelli isolanti con lettura del disegno della disposizione dell’isolante, distacchi e scollature.

Un errore comune nella posa di cappotti in lastre è la tassellatura dei pannelli alla muratura effettuato diversi giorni dopo l’incollaggio delle lastre, con il distacco delle lastre dalla parete causato dalle sollecitazioni dell’inserimento dei tasselli.

Il tassello di fissaggio dei pannelli può essere causa di dispersione di calore attraverso l’isolamento termico, ma è ancora più grave quando capita di “leggere” il tassello sul prospetto, motivo certo di contestazione tra applicatore e committente.

 Reazione al fuoco

Su questo argomento la differenza tra sughero e pannello sintetico è nettamente a favore del materiale naturale.

Infatti il sughero, come è noto in natura, non sprigiona alcuna fiamma ed il fumo generato dal suo surriscaldamento è assolutamente atossico.

Mentre la combustione dei pannelli sintetici sprigiona rischiosissimi e nocivi composti chimici contenenti cloro, fluoro e carbonio noti come CFC (clorofluorocarburi) a causa dei derivati contenuti nei pannelli.

 

fonte web: lancellottirestauro.com

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