I LAND

INSTAURA TOUR, SPECIAL STOP, LE MERAVIGLIE DI STABIA

29-10-2014 andrea damiati

Oggi abbiamo scoperto Stabia. Molti di noi nemmeno ne sapevano l’esistenza.

Poi una volta vista non ne abbiamo potuto fare a meno di parlarne, per un’intera giornata.

Vuoi che essa si presentava davvero bene: il sole, un’ora di riposo in più sulle spalle, una giovanissima guida appassionata e piena di entusiasmo, coinvolgente. Ed in più una villa, emblema di bellezza e sfarzo di antiche vestigia, usi, costumi, tradizioni, vizi, lussi e quant’altro. Otium.

Foto, tante foto, osservazioni e valutazioni sulla famosa villa San Marco, le sua spazialità evidenti e piu o meno ben conservate e l'esterno con il ninfeo sepolto e "immaginato" nel mezzo del colonnato. Quel senso di mistero che aleggia sotto una muratura in tufo a reggere una masseria d’epoca piuttosto recente, se confrontata alla vetustas della Stabia visitata.

11000 mq di area archeologica, di cui solo 6000 fuoriuscite, emerse dai marosi come dei relitti incastonati sul fondo. Il resto è la, sotto quelle abitazioni cementizie figlie dell’epoca delle colate dello stesso materiale da costruzione, rivoluzione dell’epoca e che gettava nell’oblio secoli di materiali e tecniche costruttive tradizionali, appannaggio di economicità ricercate. E qualità discutibili.

Ingresso già trionfale con atrium, impluvium e compluvium. Chi voleva entrare a fare visita al liberto arricchito doveva, però, prima sostare un po’ all’esterno sulle panche, per poi essere successivamente chiamato…

Cubicula ai lati poi l’arrivo in cucina e, ad un tratto uno dei tanti fori borbonici che i sovrani facevano praticare senza alcun rispetto o forse senza pensare al concetto distruttivo che innescavano in quel modo. Il loro unico scopo restava sempre e comunque la scoperta: e pensare che poi questa loro modalità è stata ricoperta di un’aura elogiativa in quanto sostanzialmente intesa come unica possibilità all’epoca di osservare cosa fosse nascosto..

Non a caso dietro quel foro si celava il peristilio e ad oggi vi si passa attraverso come a rappresentare un documento dell’epoca. Assurdo pensare ai processi di storicità! Un errore dell’epoca diventa storia e alla fine motivo di vanto! 

Nessuna polemica, solo osservazioni. Niente di più…

Descrivere il peristilio è ardua impresa, improbabile trovare parole adatte a renderne la forma, lo spazio, le varianti cromatiche, il tutto mescolato al colore generale dell’autunno e le sue foglie a generare un letto morbido e sinuoso. E la piscina al centro e il varco aperto sul mondo prima totalmente libero da cementificazioni e molto più naturalistico, con lo sfondo del dominator sempre vigile….

Un ninfeo coperto da una porzione consistente di muratura fa si che il desiderio della scoperta s’acuisca giorno per giorno; quasi viene voglia di scavare con le proprie mani attraversando la prima parte del colonnato alla sinistra del ninfeo sepolto e più volte immaginato/rappresentato/disegnato.

Non meno attenzione meritano gli affreschi, predominante IV stile, stupore e precisione. Umanizzazione.

Non certo da parte di chi provvedeva a “graffiarli” pur di “preservarli”, in maniera piuttosto bizzarra…

Chiudo la narrazione parlando di una persona, ricca. Bella e solare, completamente innamorata del suo territorio e dei luoghi che “possiede”: è la ragazza che ci ha guidato nell’area archeologica, che ci ha mostrato i volti, gli occhi, le sensazioni di chi viveva o si trovava a passare in quella villa. Di chi dipingeva gli affreschi, di chi veniva ritratto mentre, nudo, suonava l’arpa. Insomma perfetta  trasposizione della vita dell’epoca ad oggi che quell’epoca è passata, ma non per tutti per fortuna. C’è ancora chi come lei vuol fare in modo che quei luoghi rinascano e chi, come tutti noi, vuole alimentare la passione verso questi, coinvolgendo chiunque voglia visitarli, scoprirli, osservarli, fotografarli, amarli.

Grazie Laura e grazie Instaura tour….

 

Photogallery

 

 

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