I LAND

la maestosità di un regno...che è stato grande...

02-12-2014 giulia minini

Gli imponenti corridoi voltati, gli spessi maschi murari, gli squarci di luce negli ambienti che arrivano dall'alto quasi ad invitare l'anima a liberarsi da ciò che la soffoca...percorrere l'Albergo dei Poveri è un po' ritrovarsi in una città mistica, di raccoglimento, all'interno di una metropoli caotica e, a volte, superficiale come Napoli! La sobrietà fa da colonna portante del progetto; un'architettura monumentale come allora lo era la pietà illuminata del sovrano verso i poveri del regno! Sorprende trovarsi a scoprire qua e la tracce di affreschi...ornamenti e decorazioni, raffinate cornici che avvolgono le bucature, che a loro volta fanno da contorno a viste prospettiche di un panorama mozzafiato! La fabbrica ha un qualcosa di misterioso, con il suo silenzio a testimonianza del suo abbandono eppure con la sua incompiutezza che stimola l immaginazione e la mente a raffigurarla per quel che sarebbe dovuta essere! Gli ambienti messi in sicurezza, con la loro fitta trama di centine, finiscono per incatenare lo sguardo del visitatore, a tratti la sua anima, perché l'architettura è questo: rapimento dello spirito, disvelamento, conoscenza dei volumi attraverso l'esperienza sensoriale alla quale aggiungerei un' ulteriore percezione, quella del singolo, della sensibilità di ogni individuo........E' così che ne siamo usciti dal sopralluogo, come da una tempesta emotiva, quasi un viaggio a ritroso nei secoli, perché è questo il ruolo dell'architettura...smuovere lo spirito, emozionare, a tratti commuovere...solo così, alla fine, ci si può arrabbiare innanzi alle ingiustizie del tempo, di una società che non sa più "proteggere" qualcosa di suo, che rappresenta la propria identità, le origini...la grande famiglia di cui ogni individuo è parte! Tutto ciò ha permesso ad ognuno di noi, prima di tutto di riunirsi in gruppi di lavoro formatisi spontaneamente anche, e soprattutto, per comunione di idee e sensazioni ed, all'interno dei quali, si è avvertita la necessità forte di manifestare la volontà di tutela e valorizzazione degli spazi attraverso le dinamiche e le rese grafiche che si ritenevano più opportune! Un'esperienza intensa, insomma, che ci ha spinti a riprendere ciò che oggi l'essere umano ha un po perso...il dialogo, il confronto anche nello scontro di idee..

 

Foto Giulia Minini

 

        

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