I LAND

Una mattinata per architettura: instaura tour in San Giuseppe delle Scalze a Napoli!

09-03-2015 andrea damiati
racconti d'architettura

Felice oggi di aver condiviso con molte persone delle emozioni e tutto questo grazie a Lei, Lei che abbiamo sotto i nostri occhi e che talvolta non osserviamo come si dovrebbe...o talvolta dalla giusta prospettiva...
Napoli, restare per contemplare la tua bellezza. Grazie.
E questo è solo l'inizio...

Instaura tour 7 marzo 2015

Giornata bella. Anzi di più, e per tanti, infiniti motivi. In primis eravamo a Napoli. Poi eravamo in un quartiere interessante e, anche se poco noto ai più, di rara bellezza architettonica ed urbanistica. Soprattutto per certi episodi difficili da non osservare sull’intrigante salita Pontecorvo che, fra rampe sinuose e ripide scalinate, conduce alla fanzaghiana bellezza.

Si, proprio lui, Cosimo Fanzago architetto (a cui dare “solo” questa definizione sarebbe riduttivo) estroso maestro del barocco seicentesco a Napoli, autore anche dell’opera, la chiesa di San Giuseppe delle Scalze, meta del nostro Instaura Tour. Uno spazio cosi interessante da far nascere diverse alchimie, innanzitutto fra noi e le associazioni presenti, Archintorno e Le Scalze, che “vivono” quel luogo, degradato ed incantato, lodevole e cedevole e che consentono, attraverso le loro attività periodica, di tener viva quell’identità, trasmettendo la memoria di quei luoghi ai posteri. Pur rischiando, date le condizioni di dissesto e degrado con cui la chiesa convive da un bel po’ (i lontani anni post sisma 1980).

Altra magia si è instaurata fra noi tutti ed il luogo, le spazialità,  la ricercata centralità del Fanzago, attraverso gli artifizi “curvilinei”, per non parlare dell’escamotage della doppia facciata. Una genialità, a colmare vuoti e dislivelli ed emozionare sicuramente chi varca il portale d’accesso e s’aspetta di entrare nella chiesa nell’immediato. La visita, condotta dalla bella Clara di Archintorno ha prodotto sorrisi, stupori, perplessità, rammarico, nostalgia, emozioni di varia natura, confluite poi sul tetto del “mondo”, da dove è stato possibile sorvolare la città silente e un po’ fredda in questa giornata, spazzata via da un vento fastidioso ma che non poteva fermare i partecipanti al tour che, una volta arrivati in cima, hanno fermato ogni possibile condizione meteorologica interiore.

Subito dopo la visita guidata alla chiesa ed ai locali sovrastanti ci si è spostati nella cantoria, per assistere ad una lezione on site della Prof. Arch Renata Picone, appassionata docente in restauro architettonico, materia che riesce a trasmettere con entusiasmo e semplicità, riuscendo a far passare anche concetti quali quadro fessurativo, indagini termografiche e quant’altro senza esplicitare tecnicismi tali da rendere incomprensibile la lettura del manufatto edilizio e delle operazioni su esso, presumibilmente, da compiere. La proposta di progetto, molto interessante e che lei, da diversi anni, insieme ai suoi allievi, durante laboratori di restauro e workshop, ha elaborato e presentato per il complesso di San Giuseppe delle Scalze, prevede una conservazione, secondo moderni principi di restauro, partendo dall’elemento significativo d’impatto, ovvero il prospetto, dalle superfici rispettandone l’intonaco storico originario, rimuovendo le tracce di degrado, attraverso operazioni meticolose di pulitura. L’impaginato architettonico del prospetto, con i tre fornici, è di evidente mano fanzaghiana, anche se nel ‘700 ha subito modifiche in termini di apparato decorativo (come ci ricorda e bene nei suoi testi, la prof. Gaetana Cantone, scomparsa qualche anno fa, ricordata e menzionata dalla professoressa Picone con affetto). Proprio in facciata è evidente una specifica tipologia di degrado superficiale dovuta alla mancata irreggimentazione delle acque, cosa che ha comportato alterazioni cromatiche, crescita di vegetazione spontanea, fenomeni di erosione e distacco di intonaco, in punti specifici, dovuto anche all’esplosione dei capo chiave dei tiranti.

All’interno si procede al consolidamento strutturale facendo riferimento a metodi tradizionali di interventi, quali lo scuci e cuci, sarciture murarie, considerando l’importanza della compatibilità del materiale utilizzato per consentire alla struttura nuova stabilità, cosa che il cemento armato adoperato negli anni post - sisma per realizzare i cordoli di appoggio alla nuova copertura in capriate lignee, aveva ulteriormente messo in discussione.

Per ciò che concerne la destinazione d’uso, data la forte valenza sociale e culturale del complesso nel quartiere come presenza identitaria, e dato che esiste l’opportunità “spaziale” di attribuire al bene architettonico diverse funzioni a servizio della collettività, il progetto prevede la realizzazione di un centro polifunzionale. Un contenitore di servizi per le varie fasce d’età del quartiere a cominciare dai più piccoli, i quali anche oggi usufruiscono di questi spazi per trascorrere il pomeriggio fra studio ed attività extrascolastiche quali la musica. La navata della chiesa si presta bene ad installazioni e mostre d’arte temporanee (o permanenti), a spazio dedicato a perfomance culturali di varia natura, mentre gli spazi collettivi ai piani superiori dedicati a ludoteca, mediateca, ed attività affini, saranno resi innanzitutto accessibili a tutti mediante un impianto elevatore (a servizio di anziani, disabili e chiunque abbia difficoltà) ed una scala d’emergenza esterna. Dunque accessibilità e sicurezza. Altra scelta interessante è stata quella di lasciare la memoria storica inalterata riguardo all’episodio “crollo della volta”, avvenuto, gradualmente, a partire dal 1980, anno del terremoto irpino; si lascerà dunque inalterato il vuoto creatosi, conservando la copertura attuale, consolidando le murature perimetrali di sostegno ai cordoli, e giocando con parapetti trasparenti, offrendo l’ interessante opportunità di visionare dall’alto la tanto cercata (e volutamente realizzata con vari escamotage) pianta centrale della chiesa modellata dal Fanzago. I corridoi laterali sovrastanti la navata si prestano bene ad altre installazioni artistiche, prima di accedere allo spettacolo “naturale” della città che attende fuori soltanto di essere ammirata.

Instaura ringrazia tutti coloro che hanno partecipato con gioia a questa fermata di Instaura tour alla chiesa di San Giuseppe delle Scalze! Un ringraziamento speciale va ovviamente alle associazioni ArchintornoCoordinamento Le Scalze, alla professoressa Renata Picone del DiARC di Napoli Università “Federico II” e all’Ordine degli Architetti di Napoli (nella figura del consigliere arch. Ciro Buono che in extremis è stato impossibilitato a venire).

Grazie ancora e alla prossima fermata!

 

andrea damiati

Instaura team

 

 

PHOTOGALLERY

Inizia la visita guidata nella chiesa - foto di Federico Prisco

L' interessante spazio interno della navata a croce greca allungata

L'inevitabile sequenza di foto panoramiche: i partecipanti ad Instaura tour sul tetto del mondo!

foto di Marco Lucignano, Federico Prisco e Salvatore Marsiglia

 

Momenti di relax nella cantoria prima della lezione: pausa caffè?

La presentazione dell'associazione Archintorno

La presentazione del progetto Instaura

La lezione on site della prof. arch .Renata Picone, docente in restauro architettonico presso il DiARC di Napoli

La proiezione del progetto di recupero: un'immagine render significativa su un'ipotesi di allestimento futuro.

 

Social Media: