I LAND

Ottati e il suo santo

27-03-2015 Mariantonietta Sorrentino
BORGHI STORICI ED EPISODI

Il Cilento, ossia un consistente polmone verde della provincia di Salerno, si spalma tra costa e montagna senza soluzione di continuità. I paesi si somigliano un po’ tutti: hanno la chiesa, la piazza e gli ulivi a fare loro da corona. Visitare questa terra probabilmente abitata dagli Enotri da la stessa sensazione del cacciatore di funghi. Con un misto di curiosità,  esperienza ed intuito è possibile compiere scoperte mirabolanti. Si può trattare di piccoli gioielli di pietra celati dietro dedali di viuzze che, spesso, si inerpicano a chiocciola attorno ad una rocca, una chiesa o un monastero. A svettare come indici puntati al cielo, i campanili dei borghi cilentani raccontano storie minime della grande storia. Costruiti spesso sui crinali per motivi strategici, i paesi si affacciano silenti lungo il corso dei fiumi.

Alcuni paesi si possono raggiungere tramite la A 3 che, con il suo lungo serpente di asfalto, ricalca in parte l’antica via utilizzata anche da Virgilio.

E’ il caso di Castelcivita, Petina, Controne, ma soprattutto Ottati, il paese dei murales.

Il cuore di questo borgo adagiato sui Monti Alburni è d’argento e brilla nella chiesa di S. Biagio (vedi foto). Vale oro, quel cuore, per antichità perché risale al 1700. Quando Ottati venne edificato tra il 1180 e 1230 si concentrò attorno alla chiesa "dimora del Santo Patrono" .

Ad accogliere là il visitatore occhieggia un prezioso portale istoriato: ci è noto l’anno e la mano di chi lo ha creato con grande perizia.

Realizzato nel 1480, questo capolavoro di pietra arricchisce la chiesa di S.Biagio ed è opera di Francesco da Sicignano. L’artista ce ne ha lasciato l’autografo in alto a destra.

Divisa in tre navate, la chiesa  nel 1700 fu guarnita da un organo a canne ora in restauro.

Frutto delle mani di un maestro di fama come Silverio Carelli, lo strumento magnifico per secoli ha inondato le funzioni religiose con le sue inimitabili sonorità.

E se vere e proprie bibbie dei poveri erano gli affreschi, la chiesa di Ottati ne vanta di pregevoli: nel 1600 la volta della cappella che chiude la navata di sinistra è stata completamente affrescata con l’Incoronazione della Vergine, Angeli Musicanti, Eroine Bibliche e Profeti. 

Di gioielli la chiesa di San Biagio non può dirsi povera come dimostrano il coro ligneo, le tele del 1500 e l’ altare barocco opera di una mano esperta nel quale si conservano molte reliquie.

Di pregevole fattura rimane la scultura del santo protettore della gola.

Sappiamo che il busto venne pagato ben 2.800 ducati, una cifra decisamente notevole: in argento fuso e sbalzato, esso venne realizzata nel 1750 dall’argentiere napoletano Francesco Alansone.

Casale di Sant’Angelo a Fasanella , Ottati vi si erge ad un tiro di schioppo: appena due miglia lo separano da quel paese che vanta una storia ricca quanto antica.

La sua posizione lo lega ad una vicenda del tutto particolare.Eretto sotto un ripido monte della catena dell'Alburno, Ottati vantava un bosco di elci che incombevano sulle case e non potevano essere abbattuti  pena la scomunica, che all’epoca terrorizzava le popolazioni.

Al di là della leggenda c’è una verità. La minaccia voleva solo evitare che, abbattuti gli alberi, una valanga di sassi cadessero investendo le sottostanti case. 

In questi borghi di Cilento ed Alburni storia e leggenda si intrecciano come se l’una non possa fare a meno dell’altra. Feudo con Sant’Angelo a Fasanella, Ottati appartenne ai Principi Capece Galeota insieme a Civita e Bellosguardo, noto all’epoca come Belrisguardo.

Ma non rimase a lungo in mano ai Capece Galeota: nel 1774 , infatti, diviene feudo dei principi Mariconda.

Ma Tommaso, principe di questa casata, lo governa per soli tre anni. Ad Ottati muore di febbre terzana il 17 novembre 1777. Sepolto nella chiesa di S.Biagio, Tommaso Mariconda non fu rimpianto dalle popolazioni degli Alburni: furono molte le liti che fomentò nel territorio per sopprimere i conventi a vantaggio dei suoi poderosi palazzi.

Ecco cosa significa andare per borghi. Incontrare personaggi storici del passato, meraviglie del’arte lapicida e santi protettori. Nel Cilento come altrove se si viaggia “slow” con un misto di curiosità, intuito e fortuna.

 

 

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