I LAND

La PISCINA MIRABILIS, il report e le foto

15-06-2015 redazione instaura

Eravamo in pochi ma, irriducibili, alla sfida del caldo e, presi dal desiderio di conoscere il territorio, siamo partiti con Instaura tour alla scoperta di una prima località dell’area flegrea, Bacoli, comune sito sul golfo di Pozzuoli, in cui affacciano anche altre antiche località greco-romane come Baia, Fusaro. Miseno, Cuma e Miliscola. Un’area di notevole interesse e ricca di storia antica da conoscere, studiare e trasmettere.

La storia – la Piscina Mirabilis

Bacoli ha duplice derivazione etimologica: la prima è Bauli, dal nome dell’antica città fondata dai Romani, un locus amoenus, dedicato alla villeggiatura, di cui oggi si conservano i resti delle Cento Camerelle, della Piscina Mirabilis, della cosiddetta tomba di Agrippina. In età augustea Bacoli divenne poi il principale avamposto militare della politica, della cultura e della mondanità insieme alla vicina Baiae. L’altra derivazione, secondo altre fonti, è da ricercarsi nel termine “vacua”, intesa come terra vuota, nel senso di incolta, abbandonata. Il comune di Bacoli comprende anche un lago, il lago Miseno o Mare Morto, che per alcuni era l’avamposto delle navi militari della famosa Classis Miseniensis.

Salendo le scale dette “del pendino”,  elemento del novecento realizzato per connettere la marina con un edificio importante, il Pio Monte della Misericordia,  ci accingiamo alla scoperta della Piscina Mirabilis e del centro storico.

Dall’esterno non la si percepisce in quanto elemento relativamente basso rispetto alla quota stradale, con elementi in successione a formare degli incassi vuoti. Non appena si scende, però, l’impatto è notevole: la scala dalla quota stradale scende in profondità nella grande cisterna, offrendo l’opportunità di muoversi verticalmente in uno spazio che, man mano si dilata e si solleva, consentendo all’occhio di intercettare le notevoli dimensioni. Una meravigliosa immagine.

Perché Piscina? Il primo termine è legato al concetto che rappresentava, una grossa cisterna d’acqua, fra l’altro neanche la principale nella zona, bensi una “di scorta”, rispetto alla principale, quella della Dragonare.

Perché Mirabilis? L’aggettivo è legato alla sensazione avuta dal poeta Francesco Petrarca, il quale, in viaggio a Napoli, si reca in visita alla grande cisterna, ormai all’epoca già in stato di degrado e abbandono, ancora piena d’acqua, definendola nel suo report di viaggio, opera “ammirabile” dunque meravigliosa, straordinaria. Sensazione legata di certo all’architettura e al contesto paesaggistico circostante (XIV secolo…visuale libera verso le isole, il golfo etc)

 

Come fu costruita – dettagli tecnici

Fu costruita da Marco Vipsanio Agrippa, generale ed architetto, per la flotta di Miseno, la sopracitata Classis Praetoria Miseniensis, che aveva anche funzione di guardia del corpo della famiglia imperiale.  Scavata nel tufo, fu ricavato il perimetro (70 x 25 metri) e innalzati 48 pilastri quasi tutti cruciformi, realizzati in blocchetti di tufo (tufelli): la forma dei pilastri a croce dimostra l’attenzione alla statica conferita dagli antichi romani, per la distribuzione dei carichi; situazione “controllata” anche nelle pareti laterali in opera reticolata ed inserti in laterizio a fare da rompitratta (riducendo il tratto in altezza) e ridurre il carico sulle singole porzioni di muratura. Interessante anche il rivestimento in cocciopesto impermeabilizzante, realizzato in calce, pozzolana e pezzi di laterizio. Altro accorgimento dei romani, angoli fra i pilastri smussati a 45 gradi. E in basso un cordolo ad evitare infiltrazioni e depositi.

L’acqua arrivava attraverso un condotto nei pressi della scala, dall’acquedotto augusteo che partiva da Serino (Avellino) compiendo un giro di circa 100 km e distribuendo acqua anche altre città romane quali Pompei, Ercolano, Neapolis, Nola, Puteoli, Cuma.

L’acqua arrivava per caduta e confluiva nelle terme di Baia. Attraverso un condotto l’acqua arrivava nelle cisterne, ma poi per fuoriuscire qualcuno sosteneva si utilizzassero dei secchi, (ma è un’ipotesi quasi assurda considerando il gran lavoro dei Romani); probabile piuttosto l’uso di meccanismi idraulici di sollevamento, una sorta di pompa che, calata dai fori sulle navate, prelevava l’acqua che poi veniva canalizzata al porto, secondo schemi precisi studiati dagli ingegneri romani.

Distrutto l’acquedotto augusteo, intorno al IV – V secolo dC, la Piscina non è stata più utilizzata. Sostanzialmente svuotata dell’acqua si presentava come la ritroviamo oggi, salvo una fase in cui era piena di materiale, utilizzato successivamente per la pavimentazione in terra battuta della villa comunale di Bacoli (non è la pavimentazione odierna). Al centro della cisterna c’era 8e c’è tutt’ora) una vasca di decantazione, profonda 1.10 mt, la vasca limaria, che serviva da punto di raccolta dell’acqua per poi ripulirla da tutti materiali che incontrava lungo il tragitto o si asportavano dalla pareti.

Chiudiamo la visita meravigliosa alla Piscina ascoltando nomi di autori che hanno dedicato uno spazio nei loro scritti alla Piscina, come Robert Harris, in “Pompei” e ricordando che lo spazio scenico della Mirabils è stato utilizzato anche per girare scene di film o documentari (come una famosa scena di  “Passione”  di John Turturro)

 

Il resto di Instaura tour

Dopo la meraviglia di questa architettura ci si è immersi nel centro storico di Bacoli, di certo fortemente rimaneggiato negli ultimi anni ma che, seppur in brevi tratti, lascia tracce di quelli che potevano essere i mausolei romani sull’asse viario principale, come ad esempio in corrispondenza del basamento di alcune abitazioni. Di certo la bellezza dei centri storici campani sta anche nella stratificazioni, cosi che diventa interessante osservare le modalità edificative fra settecento ed ottocento ed i dettagli quali ad esempio scale esterne aggiunte successivamente alla necessità di raggiungere un livello superiore.

La cosa più sorprendente per tutti noi, di certo, è stato l’incontro con l’archeologia, infilata qua e la, fra le abitazioni di epoca moderna. Sorprendente ma anche triste, sicuramente, scoprirne poi non solo la cesura con il contesto, ma anche la chiusura in senso letterale, dei siti, come le Cento Camerelle, altro antico complesso di raccolta dell’acqua, o il teatro all’aperto che si suol, erroneamente, definire la tomba di Agrippina, che da direttamente alla marina grande di Bacoli.

Chiudiamo il report con una galleria fotografica dei momenti salienti e di alcune delle bellezze osservate.

Ringraziamo l’associazione Misenum e la bravissima guida Anna Pia, con cui organizzeremo altre fermate di Instaura tour!

 

GALLERIA FOTO

 

 

 

 

 

 

 

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