I LAND

Instaura al dibattito su Apice Vecchia

08-09-2015 andrea damiati
di cosa ha bisogno la tua comunità?, FANTASMI

In occasione della festa de l’Unità siamo stati invitati a parlare del progetto Instaura ad Apice Vecchia, città che seguiamo da molti anni con interesse ed attenzione. Abbandonata dagli anni ’60, dopo un terremoto che la rese inagibile, essa è rimasta immobile e (più o meno) immutata negli anni. La popolazione fu “traslata”su una parte collinare dove una nuova edificazione ha “risolto” rapidamente il problema dell’urgente necessità di insediamento abitativo, lasciando “temporaneamente” in abbandono il borgo storico. Dopo svariati anni questa assurda situazione è diventata insostenibile, considerando che i centri storici rappresentano l’anima di un popolo, della collettività. Rappresentano il cuore di un corpo urbano.

Ad essi vanno a correlarsi tradizioni, usi, storie che si perpetuano negli anni. Insomma i valori, che vanno perduti nel momento in cui non si conserva adeguatamente la materia.

La conservazione, dunque, a monte di tutto ciò, prerogativa iniziale di un processo che deve condurre poi al superamento della stessa, attraverso concetti quali il recupero, restauro e valorizzazione territoriale.

E’ stato interessante tornare ad Apice perché, innanzitutto, abbiamo potuto constatare lo stato di “avanzamento del degrado” e in qualche modo notare qualche “tentativo” di intervento. Nello specifico non essendo edotti su una effettiva programmazione o meno degli interventi, non azzardiamo conclusioni, ma l’unica osservazione da fare è che si sta intervenendo su linee di ripristino o addirittura ricostruzione, con relative modifiche consistenti al palinsesto dei prospetti, giocando con colori diversi e mutando, o meglio, cancellando l’identità e quel valore di atmosfera, quella patina di autenticità. Nel complesso strutturale gli edifici non sembrano in condizioni totalmente devastate. Ovviamente è un’osservazione in situ a cui dovrebbero seguire indagini statiche approfondite.

Il dibattito che ha fatto seguito al sopralluogo ha visto confrontarsi, insieme a noi, diverse realtà interessanti, tutte con il fine comune della valorizzazione territoriale, come ad esempio l’Anta, associazione nazionale per la tutela dell’ambiente, che interviene con processi di sensibilizzazione al rispetto dell’ambiente nelle scuole, per indurre alle raccolte differenziate dei rifiuti, all’utilizzo del rinnovabile, alle iniziative per le fasce deboli. Altro progetto interessante da conoscere è stato Borghi Autentici d’Italia, una rete fra territori italiani i cui protagonisti sono le comunità, gli amministratori locali e gli operatori economici e culturali dei luoghi.

Il dibattito si è concluso con la consapevolezza acquisita di voler intervenire per un vero recupero del centro storico di Apice, attraverso un ritorno alla terra, l’elemento essenza della storia di quei luoghi, che per anni è stato motore dell’economia ed ha “creato” tradizioni importanti, che vanno rispettate, ripercorse e che rappresentano, oggi, una risorsa su cui tornare con determinazione, facendo rete sul web e contando, soprattutto, sulla forza dei giovani che risiedono in quel luogo, per far si che rinasca davvero.

Noi con instaura proveremo a dare un supporto sia dal web per comunicare, informare, ricercare notizie e coinvolgere le persone su un contesto storico comunque già conosciuto, paradossalmente, per le condizioni in cui versa da tempo, pensando a strategie di recupero 2.0 attraverso il nostro sistema che dall’Osservatorio, passando per l’Ideificio, giunge all’obiettivo Instaura Lab, un grande workshop da organizzare, possibilmente, in loco, per accogliere studenti delle facoltà di architettura, archeologia, design, istituti tecnici o comunque tutti coloro che sono interessati alla tematica per far si che si possano mescolare idee ed entusiasmo e pensare davvero a come intervenire di qualità su quel luogo, per restituire alla collettività funzioni utili e legate all’identità dello stesso.

 

GALLERIA FOTOGRAFICA

Il sopralluogo e il confronto in situ

Il dibattito pubblico

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