I LAND

Instaura tour a Napoli Sotterranea, il report della mattinata

16-11-2015 redazione instaura - andrea damiati
EVENTI INSTAURA REALIZZATI

E’stata una mattinata interessante, alla scoperta del sottosuolo di Napoli, nel cuore dell’antica città, insieme all’associazione culturale Napoli Sotterranea.

Una lettura delle stratificazioni, dalla fondazione greca, passando per l’età romana e le successive epoche, conoscendo la storia delle cavità, del vuoto su cui poggia e si regge la città. Dal primo utilizzo nel IV secolo a. C. come cava estrattiva di tufo per la costruzione della nuova città, Neapolis, all’installazione dell’acquedotto della Bolla, prima, in epoca greca, e del Serino, poi, nel successivo “momento” romano.

E’ stato interessante vivere quegli spazi, che da notevolmente ampi, dalla forma tronco-piramidale della cavità, per il sostegno statico, divenivano talvolta stretti ed angusti, fino a diventare cunicoli atti ovviamente al solo passaggio dell’acqua fra le cisterne.

In ogni spazio visitato la presenza dei pozzi segnava la connessione verticale con il calpestio della città superficiale, realizzando ideali legami con la necessità di approvvigionamento di acqua e correlate storie da raccontare. Una delle tante è legata alla figura dell’aquarius, per definizione il fontaniere, il cosiddetto pozzaro, addetto alla manutenzione degli acquedotti e alla distribuzione dell'acqua nelle vie e nelle case. Dalla sua figura è nata a Napoli la nota leggenda del “munaciello” uno spirito dispettoso che infestava le antiche case dei napoletani: era lo stesso pozzaro che aveva accesso alle case, salendo  attaccandosi alle “grappiate” (dei fori particolari) lungo le pareti e, quando i proprietari non provvedevano a pagarlo sufficientemente per il servizio offerto, si ricompensava con piccoli furti o spostando gli oggetti all’interno dell’appartamento. Spesso, si dice, intratteneva relazioni amorose con le donne, regalando ad esse gioielli o fiori. Insomma oltre alla storia dell’architettura e dell’archeologia anche i racconti sulle vite umane che, quasi sempre, sono prerogativa per la conservazione della memoria storica e la trasmissione dei valori ad essa correlati. Anche le storie sono documenti.

L’acquedotto del Serino fu chiuso nel 1885, a seguito della terrificante epidemia di colera del 1884 che devastò Napoli. Motivo per cui le cavità furono “riutilizzate” come discarica, soprattutto di materiali edili di risulta dalla distruzione degli edifici durante i bombardamenti delle due guerre mondiali. In quella occasione si pensò, giustamente, di attribuire una nuova “destinazione d’uso” alle cavità, adibendole a ricovero antiaereo, realizzando a tal fine delle scale per accedervi, provvedendo alla chiusura dei grandi pozzi, attraverso colate di cemento, per evitare che le bombe scendessero nel sottosuolo. Storie vissute da secoli, pertanto. Raccontate con passione e professionalità dalla guida dell’associazione che ci ha ospitato, e tanta suggestione durante i percorsi, alcuni vissuti al buio, a lume di candela, altri allestiti con progetti interessanti come l’installazione di un’idea di Marco Zanuso architetto e designer per la crescita di alcune specie vegetali che necessitano delle condizioni atmosferiche ideali di temperatura ed umidità che si ritrovano sotto la cavità.

Altro ancora ci sarebbe da dire e raccontare ma, si sa, le esperienze, vanno solamente vissute per recepirne sensibilmente l’energia e la bellezza. Fermiamo qui il report invitandovi a ritornare e invitando chiunque non l’abbia ancora vissuta ad andarci e provare.

Alleghiamo qualche immagine della giornata, ringraziamo i partecipanti e…alla prossima fermata!

Redazione instaura

 

SEQUENZA FOTOGRAFICA

fotografia di Giancarlo D'Angelo e Andrea Damiati

Social Media: