I LAND

Instaura Tour, il report: la riscoperta dell'Acquedotto del Serino nella Valle dei Vergini

02-12-2015 redazione instaura - andrea damiati

Mattinata interessante. Una giusta prosecuzione di quello che accadde la prima volta a maggio quando “scoprimmo” il Borgo Vergini.

Ma si sa, ripetita iuvant, si, perché instaura tour vuole essere non solo espediente ma anche strumento di conoscenza, di ricerca e indagine sul territorio e le sue connotazioni storico, urbanistico - architettoniche.

E partecipare ad una fermata non significa solo uscire fuori porta, passeggiare ed osservare, no, anzi. E’ anche ricevere ed offrire input per capire, comprendere, conoscere a fondo e studiare il territorio. Studiare, si, un qualcosa di cosi importante e meraviglioso per l’animo, per l’intelletto e sopratutto per riconoscerne il sommo valore dei luoghi su cui posiamo i nostri passi più o meno quotidianamente.

Solo conoscendole possiamo attribuire alle cose il giusto valore, spesso dimenticato, celato, obliterato, bypassato, come è avvenuto spesso nel Rione Sanità, dove tutto talvolta prevale tranne che l’aspetto culturale del suo insediamento geografico, storico, antico, architettonico.

La scoperta di un tratto dell’Acquedotto Augusteo del Serino, in corrispondenza del vicolo Traetta è, ad oggi, solo un continuum di quel duro ed intenso lavoro che da circa 30 anni stanno svolgendo archeologici, tecnici, storici e studiosi in genere del territorio. Carlo Leggieri, archeologo, findatore di Celanapoli, il nostro traghettatore culturale nel borgo Vergini, nel cuore del Rione Sanità che, lento pede, prova a risollevarsi da tutto ciò che accade e si sente raccontare. Grazie a lui abbiamo potuto vivere i luoghi con il giusto spirito, osservando bellezza e degrado in simultanea e conferendo noi una capacità di sguardi che vanno oltre la mera realtà, fatta spesso di ostruzioni cementizie a dir poco invadenti. Come alcuni “nuove” edificazioni che insistono su via Foria.

Interessante ritornare nella metro linea 2 di piazza Cavour, rivedere il museo allestito nell’occasione della nuova stazione, spazio che fa da incipit ad uno dei più importanti Musei Archeologici d’Europa, il Mann. Una connessione spaziale architettonica presto unirà la linea con l’accesso diretto al Museo. Ercole ci saluta prima di uscire dalla scala mobile e dirigerci nel cuore dei Vergini.

Una sosta prima di incedere verso i noti ed apprezzati architetti, il Vanvitelli con la sua chiesa Santa Maria dei Vergini,  ed il Sanfelice, con la sua opera dalla scenografica scala aperta, Palazzo Moscati, meglio noto come palazzo dello Spagnuolo. Dalle architetture “fuori terra” si è poi passati alla meravigliosa storia dell’Acquedotto Augusteo del Serino (costruito intorno al 10 d.C), che passava con un ponte canale nella Valle dei Vergini e di cui si è intercettata un’esigua, ma importantissima in termini di connotazione scientifica e di ricerca, parte che si presenta sdoppiata su due assi. La realizzazione di un doppio asse nasceva molto probabilmente da un’operazione di ristrutturazione dell’opera, laddove essa era andata in crisi. Infatti in molti punti dell’immane percorso dell’acquedotto si possono notare dei bypass: nel tratto invece passante per i Vergini non è supportata tale ipotesi, ma si presuppone una sorta di allineamento sostitutivo della macchina, realizzato ex novo per la crisi della stessa, dovuta ad una serie di eventi devastanti, fra cui probabilmente il terremoto del 62 o l’eruzione del Vesuvio del 79. La verifica di tale ipotesi è ancora in corso, le indagini proseguiranno poi nei prossimi anni per appurare se i due elementi in un tratto successivo si intersecano. In tal modo sarà verificato l’allineamento.

Proviamo a riassumere Il percorso a Napoli dell’immenso acquedotto (basti pensare che dal punto di partenza, il Serino, all’arrivo nella Piscina Mirabilis, percorre circa 100 km): l’acquedotto entrava in città passando sotto Campo di Marte, l’odierna area di Capodichino, sbucava nel vallone di Miano (area dei Ponti Rossi dove lo si vede con il ponte canale), si infilava sotto la collina di Capodimonte, passava alle spalle dell’Orto Botanico, passava nella zona dei Miracoli, superava il vallone di via dei Cristallini, arrivando poi nella valle dei Vergini. Secondo alcuni autori un ramo entrava in città dalla zona di S.Pietro a Majella ed un altro lo ritroviamo a via Francesco Saverio Correra (l’area del cosiddetto Cavone) dove passa per la hall di un albergo, poi prosegue per la Crypta Neapolitana (Grotta di Posillipo o Grotta di Virgilio), alle spalle della stazione di Mergellina, sbucava a via della vecchia grotta (fuorigrotta). Successivamente, da quel punto, un ramo alimentava la Villa di Augusto, un altro ramo si spingeva verso l’area flegrea.

L’acquedotto si sta studiando da diversi secolo, almeno dal XV - XVI secolo, epoca di don Pedro de Toledo, il sovrano che voleva rifunzionalizzare l’opera, ripristinando la macchina idraulica.

L’idea fu poi abbandonata e nell’Ottocento fu realizzato il nuovo acquedotto del Serino.

Instaura tour si è concluso dunque visitando questa parte dell’acquedotto e offrendo noi l’input per la prosecuzione dello studio. Complesso e, pertanto, interessante. Ritorneremo presto!

 

MOMENTI FOTOGRAFICI

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