I LAND

Una mattinata bella alla ricerca della bellezza “che non sa dolori”: instaura tour al parco archeologico di Pausilypon

26-01-2016 redazione instaura - andrea damiati
INSTAURA Tour

Una mattinata bella, interessante come sempre, volta alla conoscenza del territorio e alla ricerca della bellezza “che non sa dolori”. Ed a proposito di questi ultimi, che l’essere a Pausilypon risulta davvero utile in tal senso: la parola stessa racchiude quel concetto, dipana ogni avversità, la sola vista del luogo, del paesaggio, della natura circostante che allevia ogni dolore (dal greco  Pausilypon, lett.)

Abbiamo iniziato dall’esterno, passando per quell’immane cavità rappresentata dalla grotta di Seiano, scavo davvero notevole di epoca romana, rinvenuto poi in età borbonica (XVIII  - XIX secolo) e “ripristinato”, ripulito, consolidato con inserimento di archi in tufo a segnare una scansione ritmica, nella quale ben si percepisce l’attacco fra le due diverse strutture, tratti di discontinuità e un improvviso “cambio direzionale” dell’asse di percorrenza, dovuto probabilmente a problemi di natura geomorfologica.

Abbiamo percorso dunque il tunnel che attraversa tutto il costone tufaceo e passa sotto tutta l’area in corrispondenza del sovrastante dal parco Virgiliano, per poi fuoriuscire dal lato opposto sull’area di Pausilypon. Interessante il tratto finale, dove, una volta interrotta la sequenza di archi di sostegno e consolidamento, si può leggere lo spazio liberato e sulle pareti l’andamento dei flussi piroclastici che hanno caratterizzato le diverse eruzioni del campi flegrei.

Interessante recepire come l’inclinazione dei flussi piroclastici rifletta le morfologie preesistenti: Il tufo giallo napoletano infatti si sovrappone, infatti, alla grande caldera flegrea la cui ossatura è data dal tufo pipernoide, o ignimbrite campana.

Una volta fuori dalla grotta di Seiano, il percorso verso il parco archeologico si snoda lungo una strada in cui notiamo edificazioni di epoche successive, in particolare alcune ville di epoca moderne, celate nell’intima e folta vegetazione.

Un elemento che risalta allo sguardo è una  porzione di acquedotto, un diverticolo per la precisione, una sorta di deviazione del tratto. Si tratta di una esigua struttura cava al centro, dove al cui interno sono leggibili alcune particolarità quali, ad esempio, il pulvino, elemento stondato per evitare l’accumulo di limo in basso, poi vi sono le concrezioni (formazione organica o inorganica sorta per sedimentazioni successive) al di sopra dello strato di coccio pesto. In tal senso è chiara la lettura stratigrafica in ordine dall’interno si ha muratura, cocciopesto e concrezioni.

 

La grotta di Seiano; foto di Martina Bosone.

 

Giungiamo finalmente al complesso  architettonico, risalente al I secolo a.C. con successivi interventi edilizi eseguiti in età imperiale, appartenente al cavaliere romano Publius Vedius Pollio (Publio Vedio Pollione). discusso e ricco personaggio di origine libertina, consigliere economico di Augusto nella riorganizzazione della provincia dell’Asia, il quale alla sua morte lasciò all’imperatore tutte le sue proprietà, compresa appunto la villa sul Golfo di Napoli da lui chiamata Pausylipon

 

il "rudere abusivo" che affaccia sul teatro

Incontriamo subito un teatro e notiamo la spazialità dell’immensa area che ci proietta verso il paesaggio naturale circostante. Il mare di fonte chiude uno spazio scenico meraviglioso. L’architettura è stata modificata, ritoccata, rimaneggiata ed è palese dalla precisione degli spalti del teatro, la cui particolarità risiede nel vuoto rettangolare centrale che, per quanto possa richiamare ad una sorta di natatio,  fungeva, molto probabilmente, da cassa armonica. Inoltre il fronte est è chiuso da uno spettro di abuso edilizio tufaceo rimasto allo stato di rudere, il che, in qualche modo, nonostante tutto, rende scenografico il contesto, lasciando traccia di un intervento aggressivo dell’uomo, frenato opportunamente, nelle sue becere intenzioni di vivere e modificare, cancellandone le tracce, un luogo antico.

In quel punto avviene anche un improvviso sodalizio con due ragazzi, ricercatori e fondatori della Gaiola Onlus che si occupano della cura, custodia e protezione dell’area marina protetta: hanno fondato un centro studi e si occupano del sistema di fauna e flora del golfo di Napoli, approfondiscono la ricerca sul sistema costiero, sugli habitat naturali presenti negli anni. Dopo anni di abbandono, degrado e incuria, sono riusciti nell’intento di ripopolare quell’habitat marino. Elogi per loro!

Il sito ha funzione prettamente scenografica, non a caso la posizione dell’emiciclo teatrale, con orientamento a sud,  guarda sulla scena il mare  Accanto a quest’area si trova anche un odeion, la cui scena è caratterizzata dalla presenza di un giardino  rettangolare circondato da una porticus triplex.

Interessanti dettagli tecnici di questo spazio: era uno spazio dedicato ad audizioni di poesia, retorica o concerti, composto da sei gradini e da una cavea di forma quadrangolare, da una grande aula absidata, posta al centro della media cavea, con un podio recante una statua dell’imperatore.

Del quartiere residenziale, dotato di ambienti di rappresentanza, sono ancora visibili alcuni degli ambienti termali, in particolare il calidarium dove notare l’uso dell’opera reticolata, con strato di impermeabilizzazione,  ambienti affrescati, ed una camera protetta da una copertura temporanea di protezione.    

Da quel momento in poi ci siamo diretti alla Gaiola, prima percependola da sopra insieme a tutto il contesto paesaggistico, dal golfo di Napoli, ai Campi Flegrei , passando per l’isola di Capri, nel mezzo.  A questo punto lasciamo parlare, come sempre, le immagini, su un luogo che va necessariamente vissuto, protetto e raccontato per la sua immane bellezza.

Alla prossima fermata!

andrea damiati

instaura 

GALLERIA FOTOGRAFICA

il complesso archeologico di Pausilypon, foto Martina Bosone

Vista sul paesaggio circostante, i Campi Flegrei, in fondo Capo Miseno

L'incontro tra Maurizio Simeone di Gaiola onlus e Carlo Leggieri di Celanapoli, amico di Instaura, che ci ha condotto alla scoperta del sito.

Vista sugli spazi antistanti l'odeion

L'isolotto della Gaiola, su cui insiste l'edificio in stile neoclassico, il cui destino è legato ad una sorta di maledizione.

Il gruppo Instaura tour nell'area marina protetta della Gaiola

 

 

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