I LAND

La mattinata instaura tour alla Piscina Mirabilis ed alla Necropoli romana di Cappella!

04-02-2016 redazione instaura - andrea damiati
EVENTI INSTAURA REALIZZATI

Una giornata ricca di episodi, alla ricerca della bellezza, attraverso le sue componenti artistiche, architettoniche, archeologiche, paesaggistiche. Il ritorno alla Piscina Mirabilis ha consentito di ampliarne le conoscenze, coglierne dettagli e sfumature nuove.

La storia – la Piscina Mirabilis

Bacoli ha duplice derivazione etimologica: la prima è Bauli, dal nome dell’antica città fondata dai Romani, un locus amoenus, dedicato alla villeggiatura, di cui oggi si conservano i resti delle Cento Camerelle, della Piscina Mirabilis, della cosiddetta tomba di Agrippina. In età augustea Bacoli divenne poi il principale avamposto militare della politica, della cultura e della mondanità insieme alla vicina Baiae. L’altra derivazione, secondo altre fonti, è da ricercarsi nel termine “vacua”, intesa come terra vuota, nel senso di incolta, abbandonata. Il comune di Bacoli comprende anche un lago, il lago Miseno o Mare Morto, che per alcuni era l’avamposto delle navi militari della famosa Classis Miseniensis.

Salendo le scale dette “del pendino”,  elemento del novecento realizzato per connettere la marina con un edificio importante, il Pio Monte della Misericordia,  ci accingiamo alla scoperta della Piscina Mirabilis e del centro storico.

Dall’esterno non la si percepisce in quanto elemento relativamente basso rispetto alla quota stradale, con elementi in successione a formare degli incassi vuoti. Non appena si scende, però, l’impatto è notevole: la scala dalla quota stradale scende in profondità nella grande cisterna, offrendo l’opportunità di muoversi verticalmente in uno spazio che, man mano si dilata e si solleva, consentendo all’occhio di intercettare le notevoli dimensioni. Una meravigliosa immagine.

Perché Piscina? Il primo termine è legato al concetto che rappresentava, una grossa cisterna d’acqua, fra l’altro neanche la principale nella zona, bensi una “di scorta”, rispetto alla principale, quella della Dragonare.

Perché Mirabilis? L’aggettivo è legato alla sensazione avuta dal poeta Francesco Petrarca, il quale, in viaggio a Napoli, si reca in visita alla grande cisterna, ormai all’epoca già in stato di degrado e abbandono, ancora piena d’acqua, definendola nel suo report di viaggio, opera “ammirabile” dunque meravigliosa, straordinaria. Sensazione legata di certo all’architettura e al contesto paesaggistico circostante (XIV secolo…visuale libera verso le isole, il golfo etc)

 

Come fu costruita – dettagli tecnici

Fu costruita da Marco Vipsanio Agrippa, generale ed architetto, per la flotta di Miseno, la sopracitata Classis Praetoria Miseniensis, che aveva anche funzione di guardia del corpo della famiglia imperiale.  Scavata nel tufo, fu ricavato il perimetro (70 x 25 metri) e innalzati 48 pilastri quasi tutti cruciformi, realizzati in blocchetti di tufo (tufelli): la forma dei pilastri a croce dimostra l’attenzione alla statica conferita dagli antichi romani, per la distribuzione dei carichi; situazione “controllata” anche nelle pareti laterali in opera reticolata ed inserti in laterizio a fare da rompitratta (riducendo il tratto in altezza) e ridurre il carico sulle singole porzioni di muratura. Interessante anche il rivestimento in cocciopesto impermeabilizzante, realizzato in calce, pozzolana e pezzi di laterizio. Altro accorgimento dei romani, angoli fra i pilastri smussati a 45 gradi. E in basso un cordolo ad evitare infiltrazioni e depositi.

L’acqua arrivava attraverso un condotto nei pressi della scala, dall’acquedotto augusteo che partiva da Serino (Avellino) compiendo un giro di circa 100 km e distribuendo acqua anche altre città romane quali Pompei, Ercolano, Neapolis, Nola, Puteoli, Cuma.

L’acqua arrivava per caduta e confluiva nelle terme di Baia. Attraverso un condotto l’acqua arrivava nelle cisterne, ma poi per fuoriuscire qualcuno sosteneva si utilizzassero dei secchi, (ma è un’ipotesi quasi assurda considerando il gran lavoro dei Romani); probabile piuttosto l’uso di meccanismi idraulici di sollevamento, una sorta di pompa che, calata dai fori sulle navate, prelevava l’acqua che poi veniva canalizzata al porto, secondo schemi precisi studiati dagli ingegneri romani.

Distrutto l’acquedotto augusteo, intorno al IV – V secolo dC, la Piscina non è stata più utilizzata. Sostanzialmente svuotata dell’acqua si presentava come la ritroviamo oggi, salvo una fase in cui era piena di materiale, utilizzato successivamente per la pavimentazione in terra battuta della villa comunale di Bacoli (non è la pavimentazione odierna). Al centro della cisterna c’era 8e c’è tutt’ora) una vasca di decantazione, profonda 1.10 mt, la vasca limaria, che serviva da punto di raccolta dell’acqua per poi ripulirla da tutti materiali che incontrava lungo il tragitto o si asportavano dalla pareti.

Chiudiamo la visita meravigliosa alla Piscina ascoltando nomi di autori che hanno dedicato uno spazio nei loro scritti alla Piscina, come Robert Harris, in “Pompei” e ricordando che lo spazio scenico della Mirabils è stato utilizzato anche per girare scene di film o documentari (come una famosa scena di  “Passione”  di John Turturro)

 

Il resto di Instaura tour - la Necropoli romana di Cappella, il borgo di Casale

E’ stata occasione per scoprire un borgo particolare, caratterizzato da edifici a carattere rurale al cui interno piccole corti d’accesso dalla presenza, centrale rispetto alla composizione, di un pozzo, dalle esigue dimensioni, a fare da asse di simmetria alla scala e solcando con la sua forma, tutti i pianerottoli di riposo della stessa.

Successivamente abbiamo scoperto i monumenti funerari ipogei della Necropoli in località Cappella, parte di un complesso di tombe ipogee disposte lungo la strada antica, che collegava il municipium di Misenum con la città di Cuma. Il tratto messo in luce comprende almeno sette edifici disposti in un’unica quinta architettonica con orientamento Est / Ovest sul margine della strada. Il monumento più antico, situato sul margine orientale, ha una direzione diverso rispetto agli altri ed è datato ad epoca tardo repubblicana. Gli altri, ascrivibili invece al I secolo d.C., hanno pianta quadrangolare con volta a botte; al loro interno, la parete centrale, di fronte all’entrata, è decorata da un’edicola sormontata da un frontone, mentre le pareti laterali sono scandite da nicchie. Un altro mausoleo, più complesso articolato e realizzato per contenere un numero maggiore di inumati, sorge isolato alle spalle della quinta monumentale degli edifici, con una struttura è completamente ipogea e tombe disposte su più piani all’interno della camera funeraria.

E’ stato molto interessante, nel finale, avere un momento di ristoro nelle “Cantine del mare”, azienda agricola vitivinicola, in Monte di Procida, occasione per riflettere su ciò che abbiamo visto, sorridere e rammaricarci anche un po’ sulle generali condizioni di disagio, degrado e incuria in cui versano i nostri monumenti.

 

GALLERIA FOTOGRAFICA

Interno della Piscina Mirabilis, foto di Laura Noviello

Esterno della Piscina Mirabilis, fra gli spazi di "servizio", dettagli della muratura

Uno scorcio del borgo di Casale

Dettaglio di un interno di abitazione nel borgo di Casale, con il tipico pozzo centrale

La Necropoli di Cappella Vecchia

La Necropoli di Cappella Vecchia, dettaglio dell'interno, le nicchie

La Necropoli di Cappella Vecchia, dettaglio dell'interno, le nicchie

La Necropoli di Cappella Vecchia, dettaglio dell'interno,la struttura

 

il gruppo dei partecipanti ad Instaura tour

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