I LAND

Vivere il centro storico di Somma Vesuviana: l’antico fascino del Borgo Casamale. Identità, storia, architettura. Il report e le foto di una bella passeggiata di conoscenza

15-02-2017 redazione instaura - andrea damiati
INSTAURA Tour

Il format “vivere il centro storico” per Instaura tour ci ha condotto alla scoperta del borgo medioevale del Casamale di Somma Vesuviana, la Terra Murata, cinta nella “ultima” murazione aragonese, ancora in larga parte evidente ed inglobata in episodi architettonici di rilievo. La partecipazione dei tanti amici napoletani e vesuviani (ed oltre) è stata intensa: sorpresi di tanta bellezza ed incuriositi dall’antico fascino del borgo, abbiamo iniziato insieme una “passeggiata di conoscenza” da via Ferrante D’Aragona, su via Giudecca, costeggiando la murazione, costruita su una preesistente, forse, normanna.

Accediamo dal punto in cui insisteva la porta d’accesso al borgo che costeggia il monastero dei padri trinitari, immettendoci in un dedalo di stradine, vicoli basolati che confluiscono poi nel cuore, il largo della Collegiata, storica chiesa del borgo edificata nel 1610, riferimento per tutta l’area summana.

Interessanti le storie raccontate, quel fattore umano, necessario a superare una visione prettamente materiale delle cose, uno sguardo che oltrepassa infauste sovrapposizioni stilistiche e materiche postume e coeve ad anni di cementificazione. Una su tutte, è la storia di Lucrezia D’Alagno, giovane ragazza appartenente alla omonima ricca famiglia, che per bellezza ed intelligenza riuscì a fare spazio nel cuore del regnante Re Alfonso V di Aragona (di molti anni più grande di lei), provando in ogni modo a diventare sua sposa e Regina di Napoli. Siamo negli anni della dinastia aragonese sull’intero territorio (XV secolo) e la relazione fra i due diventa parte essenziale della storia, fatta di momenti, decisioni, donazioni (il re dona alla famiglia di Lucrezia un fondo, dove poi fu eretto il Castello/Palazzo D’Alagno), episodi tristi.

Oggi la presenza del Castello, seppur fortemente modificato e rimaneggiato nei secoli e negli anni, è prova di una presenza ancora viva e da ricordare sempre, degnamente. Intorno alla storia del Castello non si poteva fare a meno di menzionare la famiglia De Curtis, agricoltori di Cava de’ Tirreni, arricchitisi e poi caduti in rovina, al cui nome si correla quello del principe della risata, quel Totò, che tanto, disperatamente frequento quel luogo (ed i vicoli di Somma Vesuviana!) per ottenere il suo titolo nobiliare.

Un’altra storia interessante è quella di Costanza Scozia, ragazza giovane che abitava in una delle case del centro storico, dove, dopo alcuni spiacevoli episodi sulla sua vita amorosa, decise di aprire un’accademia, un centro culturale nella sua dimora. Di lei si tramandano bellissimi sonetti che esprimono tutta la sensibilità e la cultura di una donna in un borgo prettamente rurale, nel pieno settecento.

Per l’architettura è stato interessante notare il sistema delle corti che smistano nelle abitazioni, attraversando importanti portali. Uno fra tutti presenta sull’arco del portone un impalcato grafico decorato in legno, in stato di degrado e di certo da osservare con maggiore “tutela”, che è simile ad uno sito a Napoli, presso la facoltà di veterinaria.  Tanti sono gli episodi da osservare bene, censire, registrare.

Per quanto concerne l’arte immateriale, tralasciando momentaneamente (ma ci torneremo!) l’aspetto antropologico culturale correlato al sistema di arte e musica popolare, fortemente radicato e più che mai vivo nel borgo (dove, fra l’altro, quest’anno si è creata una rete di Associazioni, un “Borgo di Idee”, che riunite, hanno organizzato un programma di eventi annuale, legato alle antiche tradizioni del borgo) abbiamo ascoltato, all’interno della Collegiata, la storia delle Lucerne, una tradizione secondo alcuni antichissima, legata al culto delle anime del morti, fra cristianesimo e paganesimo e la presenza, ogni quattro anni, di queste piccolissime lanterne ad olio accese in tutte le “cortine”, lungo le scale e le finestre, adagiate sui quattro simboli geometrici che le connotano. Avremo modo sicuramente di vederle e documentarle. Seguiremo con piacere ed interesse tutti gli eventi dell’area summana finalizzati a “vivere il centro storico” in maniera costante, continua nel tempo.

Ringraziamo tutti per la partecipazione e soprattutto Franco Mosca, presidente della ProLoco di Somma Vesuviana, per averci guidato nella bellezza del borgo Casamale, l’architetto Salvatore Cimmino, del laboratorio Laud, per averci aperto le porte della città e del suo studio dove, a fine instaura tour, abbiamo potuto degustare dell’ottimo vino (prodotto dagli eredi Mosca, famiglia di Franco) e saggiare un bel prodotto nostrano, la pizza di scarole!

Grazie a tutti voi che rendete piacevoli queste nostre, curiose, invasioni culturali!

Alla prossima fermata!

 

 

GALLERIA FOTOGRAFICA

Portale d'accesso ad un'abitazione nel borgo storico del Casamale 

Scorci interni alle corti

Scorci di corte

Scorci di corte, con la spirale dove alloggiano le Lucerne - foto di Martina Vassallo

Dettaglio di un portale in legno -foto di Laura Noviello

il gruppo Instaura durante la passeggiata - foto di Laura Noviello

il gruppo Instaura durante la passeggiata con Franco Mosca - foto di Aurora Coppola

il gruppo Instaura nello studio d'architettura Laud, a fine passeggiata - foto di Aurora Coppola

 

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