I LAND

La storia dello Sferisterio di Fuorigrotta

26-04-2017 Claudia Cusano
racconti d'architettura

Lo Sferisterio fu progettato e realizzato tra il 1937 ed il 1940 a Fuorigrotta, in prossimità dell’imbocco della galleria “IX Maggio”, rinominata poi “delle Quattro Giornate”, che mette in comunicazione con la città consolidata l’area occidentale, che proprio in quegli anni veniva investita di progetti e di opere di trasformazione e urbanizzazione volute dal Regime fascista (1) .

Il Rione Flegreo doveva rappresentare il primo nucleo di un modello urbanistico di nuova concezione. L’area infatti doveva svilupparsi secondo un modello di espansione policentrico, dove ogni quartiere doveva essere dotato di luoghi di aggregazione, di edifici d’interesse pubblico, alloggi popolari e collegato con i mezzi pubblici al centro della città.

In questa nuova visione espansionistica e di riqualificazione, lo Sferisterio venne concepito dall’ing. Franco Tortorelli come un luogo destinato agli sport “sferici” comprendenti il “pallone elastico”, il tamburello, la pallacorda ed il gruppo dei giochi della “pelota”, tra cui la “pelota basca”.

Il progetto venne concepito in stile razionalista e rappresentativo della potenza fascista, lunghe finestre verticali ritmano tutti i lati, intervallati unicamente da aperture più ampie poste in asse con gli ingressi al complesso. Rettangolo purista ( più di 2700 mq) giocava la caratterizzazione dei prospetti unicamente su un alto basamento rivestito in lastre di travertino e su un pulito coronamento organizzato in aperture più piccole poste in asse con tagli principali.

Varcato uno dei suoi due ingressi, si accedeva in un enorme stanzone diviso in due aree funzionali da un’altissima rete metallica. Il prospetto principale fronteggiante Piazza Italia era impreziosito da due altorilievi in marmo rappresentanti i giocatori, all’interno vi era un’area pubblica con due ordini di gradinate, i box per le scommesse, un piccolo bar con alcuni tavolini vista campo, gli uffici ed i servizi.

La copertura fu realizzata con struttura portante in legno poiché il ferro non poteva essere impiegato all’epoca per ragioni belliche.

Per tutti gli anni ’60 e ’70 del novecento venne usato per il gioco della pelota e ancor in seguito convertito al gioco del calcetto e del tamburello, oltre che sede di spettacoli popolari e serate di gala partenopee.

La parabola discendente dello Sferisterio ebbe inizio a seguito del terremoto del 1980, in cui l’edificio subì i primi danni. Il 3 gennaio 1982 venne esplosa una bomba davanti l'ingresso principale.

Nella notte di San Silvestro del 1986 fu appiccato un incendio doloso che distrusse l'intera struttura.

Venne completamente distrutta l’area centrale della palestra (60 mt x 30 mt ) con gli uffici laterali, rimasero in piedi unicamente le sole mura perimetrali annerite.

Da allora il nudo involucro è oggetto di un confronto tra istituzioni.
Il 4 ottobre 1999 la Sovrintendenza per i beni culturali ed artistici di Napoli pose la struttura sotto tutela, inibendone qualsiasi variazione di destinazione d'uso.

Nel 2007 la giunta Iervolino approvò il progetto della Sacs s.r.l., proprietaria della struttura. L’amministrazione municipale presentò un nuovo piano di riqualificazione che prevedeva la suddivisione del fabbricato su tre livelli: al piano terra una palestra ed un centro benessere, al piano superiore delle sale espositive con ristorante ed, infine, al secondo piano una pista da pattinaggio sul ghiaccio, inclusi servizi di riabilitazione e foresteria per gli atleti. Insomma una vera e proprio cittadella della dello sport. 

                Attualmente questo bell’esempio di architettura razionalista italiana è in stato di avanzato degrado, la struttura risulta abusivamente occupata da clochard e rom che ne hanno fatto sede di alloggi provvisori; dall’esterno rimane un segno scheletrico del fascino che fu, i cui antichi fasti sono unicamente richiamati dall’importanza della struttura, dai bassorilievi e da quella scritta che ancora campeggia: JAI ALAI, gioco allegro.

 

BIBLIOGRAFIA:

(1) L.FUSCO “Il Progetto nel restauro del moderno”,  (Progetto di riuso dello Sferisterio a Fuorigrotta (Napoli), 2007, L’Epos, Palermo

 

GALLERIA FOTOGRAFICA

foto d'epoca

foto d'epoca

foto da google maps

Stato attuale degli interni

Stato attuale degli interni

 

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