I LAND

un'intervista a Mario Ferrara, architetto e fotografo

14-06-2017 redazione instaura
UN'INTERVISTA A.....

 

Mario Ferrara

www.marioferrara.it

 

Nasce a Caserta nel 1972. Laureato in architettura, fotografo di architettura, ma la sua ricerca spazia dal paesaggio all’archeologia industriale. Master II livello: La rappresentazione fotografica dell'architettura e dell'ambiente, conseguito al La Sapienza di Roma. Insegna fotografia presso strutture pubbliche e private. Al suo attivo numerose pubblicazioni e mostre. Ha insegnato fotografia di architettura all'Accademia di Belle Arti ed al momento alla Facoltà di Architettura alla Federico II di Napoli. Nel 2008 ha fotografato sette città italiane per la Deutsche Bank. Dal 2011 è tra i relatori di Photoarchitetti, evento itinerante dedicato alla teoria e tecnica fotografica in architettura. Nel 2013 ha realizzato una campagna fotografica, per conto della CEI, sulle chiese di architettura contemporanea italiane, con le immagini in mostra al museo MAXXI di Roma. Nel 2014 ha esposto al museo MACRO di Roma nell’ambito di un evento artistico organizzato da Deutsche Bank. Nel 2015 ha partecipato a “Mediterraneo: Fotografie tra terra e mare” con una mostra personale a Venezia; a Camerino MC, nell’ambito del XXV Seminario di Architettura e Cultura Urbana; a Bari nell’ambito del Museo Foto Festival. Nel 2016 ha esposto al Rovinj Photodays in Croazia.

 

 

Cos’è per lei l’Architettura? La sua personale sensazione, emozione, in merito.

È il mio mondo, il mio percorso di studi, è quello che percepisco quando guardo il mondo, quando viaggio, il soggetto principale della mia fotografia. Cerco di guardarla in modo “democratico”: per me l’architettura semplice, quella spontanea, la periferia, i margini della città, vale quanto l’architettura “colta”.

 

Quale materia studiata all’università l’ha affascinato di più? E perché?

Ricordo gli esami di urbanistica. Mi piaceva guardare l’ampia scala. Sognavo di fare l’urbanista e di disegnare le città; poi mi è toccato solo fotografarle.

Nel post laurea il Master in “Rappresentazione fotografica dell’architettura e dell’ambiente” che feci a La Sapienza mi ha aperto un mondo. La storia della fotografia è fondamentale per trovare il proprio stile.

 

Quale libro o film ha “condizionato” la sua esistenza e, se vogliamo, anche il modo di fare Architettura?

Il cinema mi è servito da ragazzo per imparare la composizione della fotografia. Spessissimo  quando andavo al cinema ero più concentrato sulle inquadrature che sulla trama di quello che stavo guardando. Lí ho iniziato a capire quanto importante fosse la composizione per il significato della cose.

Per quanto concerne i libri, quelli di fotografia e sulla fotografia, sono fondamentali per una buona formazione in questo campo, perchè la fotografia non è solo tecnica. Ho una collezione di più di trecento libri di fotografia, mi piace cercarli, collezionarli e riguardarli appena posso.

 

Cos’è per lei la fotografia? E’presente nella sua vita, in qualche modo?

La fotografia è diventata la mia vita da più di 25 anni, una passione e poi una professione. Ho iniziato a fotografare all’inizio dell’università allestendo una camera oscura a casa e trattando da solo lo sviluppo e la stampa del bianco e nero. Ora faccio il fotografo di architettura oltre ad insegnare fotografia. In quest’anno accademico (2016/2017) mi è capitato di tenere un corso di Fotografia di Architettura per crediti liberi al DIARC e, come mi aspettavo, l’interesse degli studenti per questa disciplina è stato notevole, tanto da doverlo ripetere nel secondo semestre per l’elevato numero di iscritti. In effetti ne sentivo già io la mancanza da studente negli anni 90. Inutile dire che dovrebbe essere un esame fondamentale nel percorso di studi di un architetto, sia perché oggi più che mai la fotografia è uno strumento fondamentale per comunicare e valorizzare le proprie opere, sia perché in molti esami chiedono fotografie, ma non si forniscono le nozioni necessaire per poterle realizzare correttamente. La fotografia di architettura è una cosa seria.

 

L’architetto che stima di più oggi? Ed uno del passato? Esistono davvero gli archistar?

A questa domanda rispondo dal mio punto di vista, dal mondo che vivo… è sicuramente Gabriele Basilico, architetto di formazione, ma tra i più grandi fotografi di architettura e paesaggio della storia della fotografia.

In senso stretto invece, da fotografo mi è capitato di fotografare delle opere di grandi architetti internazionali e mi sono dovuto confrontare ogni volta con modi di fare architettura molto diversi tra loro, penso a Purini, Fuksas, Gregotti, Calatrava, per esempio;  una delle cose interessanti della fotografia di architettura è proprio questo: capire il progetto dell’architettura realizzata e su quello fare il tuo progetto fotografico, rispettando l’architetto, ma restando te stesso in quanto autore e non semplice operatore. Detto ciò stimo gli architetti che hanno creduto nel rapporto con i fotografi (Gropius con Albert Renger-Patzsch, Wright con Ezra Stoller, Neutra con Shulman, Le Corbusier con Lucien Hervè, in Italia Aldo Rossi con Luigi Ghirri e Carlo Scarpa con Guido Guidi). Nel mio piccolo ho vari architetti che credono nel mio lavoro e con i quali collaboro costantemente.

 

Cosa suggerirebbe ad un giovane che si accinge ad iscriversi in una Facoltà d'Architettura? Vale la pena studiare una Materia così complessa?

Certo che si!!! “L'architettura è il gioco sapiente, corretto e magnifico dei volumi raggruppati sotto la luce” diceva Le Courbusier e la luce è anche la materia prima della fotografia…  È un mondo affascinante, che può essere declinato in vari modi. Io ne sono un esempio concreto.

 

Il suo pensiero su un’ostica materia, il Restauro Architettonico. Oltre ad una mera definizione della disciplina, ci interessa sapere cosa vede intorno a sé, oggi, in relazione a concetti quali Conservazione, Recupero, Valorizzazione. Negli interventi che si realizzano oggi è completamente adempiuta questa esigenza?  Ci racconta una sua personale esperienza con la materia, in che modo è intervenuto nel dialogo con la storia?

Fu uno degli ultimi esami per me, presi 27 e... ricordo John Ruskin, ma non ho avuto esperienze nel campo. Durante le mie lezioni di fotografia di architettura mi capita di citarlo oggi, Ruskin… ma per i dagherrotipi che produceva come appunti visivi con inquadrature alquanto improbabili… tutto qua.

 

Ci racconta un aneddoto riguardante il suo lavoro o i suoi studi?

Al corso di composizione del prof. Marcello Angrisani, ci chiesero di produrre una scheda in A3 sul suo edificio per le assicurazioni Generali del Centro Direzionale di Napoli; la mia scheda era tutta fotografica, non aggiunsi ne disegni ne testi. Qualche giorno dopo la consegna, durante il corso, prima di una lezione, il professore pronunciò il mio nome davanti a tutti, io pensai che mi avesse chiesto di integrarla, invece mi chiese di passare in dipartimento con le dispositive… il giorno dopo gliele portai, era entusiasta, gliele lasciai ovviamente. Fu una semplice, ma bella soddisfazione.

 

Cosa ne pensa del portale instaura.it?  Ha potenzialità tali da poter indurre al Recupero, Restauro e Valorizzazione dei beni sottoposti al suo Osservatorio? Cosa potremmo fare, da architetti, per dare un ulteriore contributo alla causa?

Penso che la mentalità di una corretta Valorizzazione debba partire dal basso, deve entrare nella mentalità di tutti capire che il patrimonio che abbiamo è un bene di tutti e serve a tutti conservalo e valorizzarlo. Il portale instaura.it è sicuramente un validissimo strumento per far si che gli addetti ai lavori e non, possano credere in quello che abbiamo. Continuate così.

 

La ringraziamo di cuore per il tempo che CI ha dedicato!

A presto e viva l’Architettura, sempre!

Instaura team

Social Media: