I LAND

Instaura Tour alle basiliche di Cimitile: conoscere la storia, attraverso le tracce materiali ed immateriali dei luoghi di forza

09-01-2018 redazione instaura - andrea damiati
INSTAURA Tour

 

Instaura tour comincia un nuovo anno partendo da Cimitile, luogo impregnato di storia, storie, paganesimo e cristianesimo. Vite vissute e luoghi di forza. Si, proprio questo è il tema, “il luogo di forza”, luogo dove si cela e palesa l’energia, come ha sostenuto il professore Carmine Cimmino, storico e amico di Instaura, ricercatore appassionato della storia dei paesi vesuviani ed oltre, introducendo quella che sarebbe diventata una interessante passeggiata di conoscenza. E non solo.

l luoghi di forza, evocativi di tempi, memorie, vite vissute ed ancora presenti, cosi come in antico “si sentiva”, trasponendo nel tempo i momenti passati. Il professore ha messo in risalto, attraverso la sua riflessione, che la tendenza ad utilizzare il tempio pagano (ricordiamo che anche il complesso basilicale di Cimitile sorge sui resti di una necropoli pagana, fatta di tombe semplici, scarne, ma anche imponenti mausolei, distribuiti probabilmente lungo l’asse viario principale) non è solo ottemperata da motivazioni per cosi dire “d’architettura” (funzionali o di recupero materiale di spoglio), bensì rappresenta l’idea continua di conservare l’energia di un territorio, che esiste da sempre, in quel preciso luogo, il τέμενος greco (temenos), il luogo sacro, spazio “ritagliato”, come “riservato” alla sacralità. Non dobbiamo mai dimenticare l’importanza dell’immateriale rispetto ad una visione materica, tangibile o meno, dei luoghi, in cui spesso si rinviene ben poco, in termini di elementi, causa distruzioni nel tempo di varia natura. E’ necessario ricordare come in quei luoghi si siano riunite persone, a discutere, pregare, nascondersi, raggruppandosi intorno alla tomba di San Felice, un prete nato probabilmente da genitore di origine orientale che, vissuto a Nola, durante l’impero romano, condusse una vita da martire. Un termine, un concetto che varia di significato, non identificando più letteralmente la persona “che getta il sangue”, che esprime la propria testimonianza fino a giungere alla morte, ma che vive per esplicare il sacrificio, ed è pronto a persegurilo in qualsiasi momento, come lo stesso Felice dimostrerà poi.

L’architettura diviene così figlia di un’esigenza, cosi come la stessa arte figurativa, spinta dalla necessità di comunicare ai fedeli ed agli accorrenti il messaggio di cristianità. Ricordiamo che prima dell’avvento “ufficiale” del cristianesimo, nel 313 d. C., con l’imperatore Costantino, le persone si riunivano in preghiera, professando il cristianesimo, nella “domus ecclesiae”, letteralmente “una casa – assemblea”, dalla tipologia architettonica simile ad un’abitazione: Si trattava di uno spazio all’interno della domus ricavato appositamente per l’assemblea cristiana. L’ampliarsi di questa “professione di fede” ha condotto, come la storia, ci testimonia, ad un suo riconoscimento ufficiale da parte del potere politico dell’epoca, fino alla necessità di costruire architetture (ora alla luce del sole) atte ad ospitare moltitudine di fedeli. Nacque, dunque, la Basilica, architettura dalla morfologia similare ad una croce, leggendola in planimetria, per comunicare, sin da subito al fedele, anche attraverso le opere affrescata il messaggio di Dio.

 

L’ITER

La passeggiata si è svolta, guidati dal nostro amico Amedeo Arena, appassionato da sempre al complesso Paleocristiano di Cimitile, visitando man mano le sette basiliche rinvenute e restaurate, in una prima fase, negli anni 1933 – 1961 dall’architetto napoletano Gino Chierici, e poi in una fase “più recente” negli anni ’90 del Novecento, che ha reso il luogo fruibile, attraverso una sorta di parco con percorsi fra le basiliche ed un antiquarium dove sono conservati i frammenti rinvenuti in situ. La prima osservazione fatta riguarda il motivo per cui gran parte del complesso basilicale si è salvato, ovvero grazie all’eruzione del Vesuvio, la nota eruzione pliniana di Pollena (472 d.C), che, colmando e coprendo gran parte del complesso, ha consentito, negli anni successivi, una volta rimossa la colmata fangosa di ritrovare le tracce materiali della basilica vetus e della basilica nova, consentendoci di leggere lo spazio basilicale diviso in tre navate e confluente in un abside trilobato (unicità nel luogo, rispetto a quell’epoca, come tipologia architettonica secondo fonti storiche rinvenibile solo a Policastro Bussentino ed in Sud Africa). Nell’abside è possibile vedere anche un’esigua ma importante porzione di pavimentazione mosaicata, mentre l’affresco sotto la cunetta dell’abside è purtroppo andato perduto. Interessante notare come all’interno della muratura appaiano colonne delle preesistenti strutture. Subito il percorso si è orientato verso la basilica di San Felice costruita sulla tomba del prete e fatta restaurare da San Paolino, l’artefice poi della trasformazione di quel luogo come uno dei più importanti centri di cristianità nel mondo occidentale. A seguire il passaggio in tutti gli altri spazi basilicali, soffermandoci in particolare sulla cappella dei Santi Martiri, dove si diceva essere uno spazio dove ribolliva il sangue dei martiri, corredato da notevoli affreschi raffiguranti scene quotidiane della vita dei santi.

Riduttivo sarebbe sintetizzare la visita, non basterebbero ancora infinite parole, per chiarire ed ordinare la lettura del complesso basilicale. Necessarie sarebbero infinite pagine da scrivere in merito, per raccontare le stratificazioni materiali, artistiche, figurative e scultoree di un luogo che merita e necessita di essere visto e rivisto più volte, per essere compreso ai diversi, complessi, livelli di lettura.

Torneremo per approfondire e registriamo nell’Osservatorio  qualche cenno storico e le correlate immagini.

Appassionatevi, sentitevi anche un po’ “obbligati “ a conoscere questi luoghi, i vostri luoghi “d’appartenenza”, appassioniamoci insieme, vivendo dei luoghi e cercando di conoscerne l’essenza sentirne l’energia, quella forza dei luoghi che, in terra vesuviana, si propaga e dilata in tutto il territorio circostante, entrando ed emergendo sicuramente dal carattere della sua popolazione.

Grazie a tutti i partecipanti.

Alla prossima fermata!

 

GALLERIA FOTOGRAFICA

(Foto Andrea Damiati, Cristina Russo, Lucie Boissenin)

foto Cristina Russo

foto Cristina Russo

foto Cristina Russo

foto Cristina Russo

foto Lucie Boissenin

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