I LAND

"MATERA, CITY OF CULTURE" A MUSEUM FOR THE ANCIENT CITY - RESULTS - I RISULTATI

21-05-2018 redazione instaura
concorsi

In data 21 maggio 2018 si dichiara ufficialmente concluso il contest "Matera, city of culture. A museum for the ancient city", dopo il lungo lavoro della giuria, che ringraziamo. A seguire i risultati, i primi tre classificati e le menzioni.

 

 

Il tema 

“Chiunque veda Matera non può non restarne colpito, tanto è espressiva e toccante la sua dolente bellezza” Carlo Levi

MATERA è un luogo unico primo sito del Sud Italia ad essere nominato patrimonio dell’UNESCO nel 1993. Il paesaggio culturale definisce una città straordinaria, ricordata con l’appellativo di “Città dei Sassi” o “Città Sotterranea” per la presenza dei nuclei abitativi rupestri più antichi al mondo. In questo contesto dal fascino antico vogliamo immaginare il nuovo Museo della Cultura, un contenitore di tradizioni capace di valorizzare al meglio le istanze storiche che compongono l’identità della città. Sale per l’esposizione dell'artigianato locale e laboratori didattici costituiranno un tramite tra i visitatori e la popolazione per innestare sinergie nuove. Il Museo per Matera dovrà porsi quale elemento di connessione tra la tradizione del passato e istanze di stampo contemporaneo

Theme

"Anyone who sees Matera cannot be impressed by it, so much is it expressive and touching its sore beauty" Carlo Levi

MATERA is a unique place, was the first site in Southern Italy to be named a UNESCO World Heritage site in 1993. The cultural landscape defines an extraordinary city, remembered with the acronym of "Città dei Sassi" or "Città Sotterranea" for the presence of most old rural population in the world. In this context of ancient athmosfere we want to imagine the new Museum of Culture, a container of traditions able to better enhance the historical elements that make up the identity of the city. Exhibition rooms of local crafts and laboratory for artistic workshops will connect visitors and the population to create new synergies. The Museum for Matera will combine the tradition of the past and contemporary instances.

 

RESULTS  - RISULTATI

 

PRIMO CLASSIFICATO / First price:

ACAV18 - Mater Matera

Giovanni Zucchi (capogruppo, leader), Raffaella Di Donato; Marco Rossitti; Michelangelo Pastore, Raffaele Merone; Luigi Chiumenti, Gaia Vioto, Mariarosaria Alaia, Mariantonia Angelina

Il progetto per il Polo Culturale MATER MATERA (Museo, Arte, Tradizione, Esperienza, Ricordi) si configura come trasposizione alla scala architettonica di quella dialettica tra tradizione ed innovazione che oggi più che mai pare avviata nella "Città dei Sassi", passata da "Vergogna Nazionale" a Capitale della Cultura 2019.

Alla luce di ciò, la soluzione progettuale vuole abbracciare in chiave contemporanea la matrice compositiva dello scavo, centrale nella tradizione costruttiva materana rupestre come atto di manipolazione della materia, orientato alla conformazione degli spazi domestici.

L'intero spazio museale può essere quindi  interpretato come il risultato di un'operazione di scavo della massa che, attraverso tagli, solchi e cavità configura uno spazio poroso in cui la dialettica vuoto/pieno trova nella luce zenitale il motivo principale della composizione.

Il lavoro sulla massa conforma il progetto sia per quel che riguarda la volumetria esterna, dando luogo ai solchi che conducono alla piazza sopraelevata, che l'interno, dove vengono a configurarsi differenti tipologie di vuoti, dotati di una propria natura compositiva e formale, derivante dalle modalità con cui lo scavo si relaziona con la materia. In questo modo tanto gli spazi interno quanto quelli esterni del museo si configurano come una combinazione di "cavità", "concavità" e "fori", che rendono il tema dello scavo un chiaro segno progettuale, senza cadere nella monotonia e nell'ossessività. La "cavità", ossia l' idea di spazio prodotto da uno scavo nella massa, senza alcuna relazione con il bordo e lo spazio esterno, emerge con forza nell'auditorium, in cui persino le sedute costituiscono il prodotto della sottrazione, a sottolineare la "totalità" della soluzione progettuale, o ancora nelle sale espositive, dove l'articolazione spaziale delle pareti e delle coperture, nonché i salti di quota, rimandano alla tipologia della "grotta materana". 

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SECONDO CLASSIFICATO / Second price: 

MD2731

Lamione. Pietra. Cisterna. Rupestrian
Museo culturale | MATERIA

Donato Gallo (capogruppo/leader); Marica Acito

 

 

L'essenza della città di Matera è percepibile nella storia della sua costruzione, è esplicita e innegabile;
l’essenza della città è la pietra. Gli umili architetti o, forse, artigiani materani, hanno plasmato la materia,
concretizzandola negli archetipi architettonici come il lamione o la cisterna e questo senza mai rinnegare le
origini della città, ossia la cultura rupestre. Il centro culturale “MATERIA” è, dunque, il manifesto dinamico
della città: la racconta senza sottrarsi all’innovazione; ad assolvere a questo compito sono i materiali e le
scelte formali. I materiali che rivestono l’edificio sono l’acciaio brunito associato al vetro per l'innovazione e
il mazzaro per la tradizione. Le scelte formali, invece, raccontano mediante un percorso ascensionale la
tradizione storico-architettonica di Matera e si rivelano espedienti per odierne soluzioni tecnologiche
innovative.

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TERZO CLASSIFICATO / Third price: 

1988

Lorenzo Innocenti

 

 

A livello progettuale si è proceduto ad un preliminare studio del territorio, prima sulle carte del piano strutturale di Matera e in seguito tramite un sopralluogo in loco. La conformazione geologica ed urbanistica della città ha dato molti suggerimenti sul metodo progettuale da intraprendere per questo intervento. Analizzando la conformazione territoriale si percepisce subito la presenza di quattro diversi tessuti urbani che caratterizzano l'inserimento del lotto: quello più recente dei nuovi quartieri, quello storico, quello dei sassi e quello più naturale del parco della Murgia.

Proprio l'interazione tra queste stratificazioni ha generato l'idea madre di progetto. Un'intera città che si affaccia ad est sul fiume Gravina, che col suo effetto carsico ha modellato e plasmato l'intero territorio in maniera del tutto naturale, generando, appunto, un concept che si basa su una volumetria pura, identificata come un monolite posizionato sul lotto che si lascia modellare ed erodere dalla strada principale (via d'Addozio). Questa operazione va a creare delle curve di livello nel momento dell'erosione, che in seguito sono state stilizzate seguendo sempre delle direttrici suggerite dal tessuto urbano. Il volume, quindi, viene ricavato da pieno.

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MENTIONS  -  MENZIONI

Materia CAV 381

Cesario Oliva

Lo sviluppo della città è inestricabilmente connesso alla natura del territorio su cui essa sorge, prospera, o rovina.

Matera sembra condurre all’apogeo tale concetto.

La sua forma urbis, rimasta quasi del tutto invariata nel corso dei secoli, nonché inviolata dalle addizioni della città moderna, narra di come gli uomini che l’hanno modellata siano stati ineguagliabilmente condizionati dal suolo su cui edificarono. O meglio, in cui scavarono, sottraendo materia ai costoni di roccia porosa e malleabile, stabilendo la propria dimora nel ventre cavo delle Gravine. Gli spazi domestici e collettivi, per lungo rinchiusi negli ipogei flebilmente raggiunti dalla luce solare, o distribuiti negli ambienti esterni ricavati a ridosso degli stessi, abbandonati con l’adozione delle ritualità della società moderna, divengono il segno più lampante del rapporto che lega l’uomo alla terra, alla caverna.

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MATER MATER(I)A

Sabrina Sacco, Piero Zizzania

Da Meter, dea della fertilità della terra, proviene la radice dei termini "madre" e "materia". Da questa assonanza è nata la nostra duplice interpretazione di Matera intesa da un lato come la madre (capitale) della cultura, dall’altro come luogo dove l'archetipo dello scavo assume significati sempre nuovi, capaci di alimentare l'immaginazione rievocando forme che popolano i nostri occhi, le nostre menti e la nostra memoria. Una madre terra che dà alla luce relazioni molteplici tra una "città del sotto", cava, porosa, fatta di scavi, ipogei e sostruzioni, e una "città del sopra", fatta di piattaforme, spalti, terrazzamenti, scale e rampe.

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GCGG01

Gianmarco Corvaro, Greta Giostra

Il progetto ideato per la città di Matera è un contenitore dei simboli, delle tradizioni e degli ideali della cultura locale, e come tale si sono voluti  imprimere nell'architettura i segni dell'antica pratica della costruzione tramite sottrazioni di materia.             

L'area di progetto è divisa da due zone che si differenziano per le modalità con cui vengono percepite dalla città.            La zona adiacente al convento di Sant'Agostino è circoscritta da un limite visivo e fisico quale il recinto,  l'altra da un imponente muro posto lungo un lato dell'area. Il volume nato dall'evoluzione di queste percezioni viene cavato generando la spazialità tipica dei sassi, dove il pieno viene soprafatto dal vuoto e viceversa.

Tra questo continuo contrasto la città gioca un ruolo primario con l'architettura che regala scorci e vedute che si innestano nel volume principale.

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Matera Museum

Anastasha Garshina

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310408

Marta Wòjtowicz

 

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efg566

Francesco D'Amario, Enzo Maio Masci, Gianluca Di Lisa

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Museo Cisterna

Marco Lucignano, Ciro Passaro, Mariangela Terracciano

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Joanna Ustrobińska 

 

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