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MATERALAB, storia di un workshop, di un’emozione, di una magnifica esperienza per l’Architettura. Il racconto dei tre giorni a Matera ed i protagonisti.

01-08-2018 redazione Instaura - Andrea Damiati
INSTAURA LAB

MATERALAB, storia di un workshop, di un’emozione, di una magnifica esperienza per l’Architettura. Il racconto dei tre giorni a Matera ed i protagonisti.

Si è appena conclusa una magnifica esperienza durata tre giorni fisicamente la, in quel di Matera, ma molto più tempo, da remoto per strutturare, pensare, ideare, realizzare, il fatto di poter essere cosi tanti, (ben quaranta gli adepti!) in quel meraviglioso luogo, arcaico ed archetipale, quale solo il paesaggio lucano sa essere, nella sua accezione storica, fisica, materica e geografica. La Lucania, terra di bellezza e del rimorso, terra di amore e criticità.

PRIMO GIORNO, venerdì 27 luglio 2018

Giunti nel luogo dell’appuntamento, è stato interessante l’aggregarsi spontaneo dei giovani partecipanti, entusiasti come sempre, per iniziare un’esperienza di cui nulla o quasi si poteva immaginare. Volti sorridenti, occhi felici dei quaranta ragazzi aderenti, i cui sguardi raccontavano di mondi diversi, dalla Russia e dalla Romania, poi da tutta l’Italia, Genova, Torino, Ferrara, Firenze, Napoli, Roma, Martina Franca. Tutto davvero molto interessante, sin dai primi momenti.

L’iter dell’iniziativa prevedeva un primo avvicinamento all’architettura contemporanea con la visita  a Casa Cava, realtà ipogea recuperata a partire dalla sua riscoperta avvenuta nel 1991, in particolare modo per merito dello studioso Enzo Viti, figura di rilievo perla città di Matera, raccontataci dal bravo Alessio Leardi, guida esperta che, casualmente, si è ritrovata a subentrare ad un piccolo incidente intercorso al bravo (e sfortunato in quel frangente) architetto Renato Lamacchia che, causa malore, non ha potuto narrarci la sua vicenda, di cui è stato autore, in quanti progettista dell’opera di recupero, restauro e rifunzionalizzazione della cava abbandonata, trasformandola in un auditorium, uno spazio dove produrre e trasmettere cultura e che, attraverso l’uso di un linguaggio contemporaneo, riuscisse a raccontare e distinguere stratificazioni materiali e non. Importante e suggestivo per i ragazzi è stato vedere la modalità di intervento adottata, la scelta dei materiali ma soprattutto di mettere l’architettura contemporanea al servizio della storia. Capirne l’essenza di quest’ultima, poi, il lavoro svolto da tutti  i narratori dell’evento, che in maniera quasi sillogistica, hanno provato a narrare questa bella rivoluzione “accaduta” a Matera, da “vergogna nazionale”, passando per gli anni dello sfollamento (1953 – 1968), alla “svolta letteraria” con Carlo Levi (nel suo romanzo famoso “Cristo di è fermato ad Eboli”), allo sforzo di artisti, letterati, imprenditori (il tentativo di Adriano Olivetti), uomini di cultura e politica, fino alla proclamazione della città dei Sassi quale patrimonio Unesco nel 1993, per poi giungere ad oggi, divenendo Capitale Europea della Cultura per l’anno 2019.

 

Il bravo Alessio che ci ha sintetizzato la storia di Casa Cava

 

Alle ore 17.30, pronti via per il secondo step della prima giornata, la passeggiata di conoscenza, lo speciale INSTAURA TOUR all’interno del Rione Sassi, con la brava ed appassionata storica dell’arte Eleonora Sansone, la quale, carica di energia, come sempre, ha divagato e spaziato, perdendo la voce nel finale, per raccontare storia, aneddoti, modi arcaici di vivere i luoghi e l’architettura da parte degli abitanti di Matera, dando un taglio sia emozionale, sia tecnico e critico alla sua guida, conclusasi magistralmente sul pianoro delle Malve, l’antico cimitero di Matera.

SECONDO GIORNO,  sabato 28 luglio 2018. Si entra nel vivo del workshop!

Si da il via ai lavori nella sede del workshop, la casa Sant’Anna, che ha messo a nostra disposizione una sala convegni versatile, all’evenienza con aggiunta di tavoli per consentire la diversificazione delle funzioni all’interno dello spazio. A tal proposito si è proceduto al dare il via all’iniziativa facendo intervenire gli architetti invitati, nelle figura di Gianluca Vosa, architetto napoletano, dello studio Vosa & Napolano architetti, Paolo Didonè e Devvy Comacchio, dello studio associato Didonè & Comacchio architects, con sede a Vicenza, ed i giovani partecipanti al contest scorso "Matera, city of culture. A museum for the ancient city", Gianmarco Corvaro e Greta Giostra, neoarchitetti abruzzesi.

Il tema proposto, permeato nelle rispettive presentazioni, è stato quello dell’innovazione del linguaggio architettonico contemporaneo che necessita di dinamismo e flessibilità nella gestione degli spazi, mai bloccati, mai “definitivi” nel loro essere, ma sempre modificabili, per l’incedere di un substrato culturale innovativo futuro e presente. In tal senso anche la presentazione degli architetti Vosa e Didonè – Comacchio, sulla progettazione in seno al concorso “scuole innovative”, ha mirato a narrare di reversibilità e flessibilità di luoghi che non si palesano più tradizionalmente come spazi utilizzati nel confine temporale di qualche, ma vengono aperti a funzioni pubbliche più durature nel tempo, che consentano una fruizione più viva e costante di luoghi che, in senso tradizionale, resterebbero chiusi dopo le attività canoniche. Spunti fondamentali per i ragazzi chiamati alla progettazione di un padiglione espositivo nella città storica. Ed ecco che una mensa non è solo mensa scolastica, ma aperta a diventare spazio pubblico di ristoro, ecco che la palestra con il relativo campo coperto non è solo fruibile nelle ore scolastiche, ecco che l’auditorium non è solo per la scuola, ma aperto extra tempo per eventi culturali pubblici. Nel vivo della questione la flessibilità diventa si, materica, in quanto lo spazio va continuamente, ciclicamente, trasformato, innovato, e nel contempo diviene condiviso, vissuto ed interscambiato. Oggi l’architettura (e da qualche tempo) ha cambiato radicalmente la sua vision d’essere, non più intenzionalmente monumentale per la permanenza, ma monumentale per divenire, per cambiare, variare, mutare i suoi connotati, seguendo l’incedere economico, sociale, culturale dei tempi della vita del XI secolo.

I progetti presentati, per dovere di cronaca, sono stati

VOSA NAPOLANO architetti, concorso per la "costruzione di un Polo scolastico onnicomprensivo innovativo Area nord per la realizzazione di Poli educativi Territoriali permanenti” a Palermo;  concorso per la costruzione di un Polo scolastico di eccellenza alberghiero ed agroalimentare ad Ariano Irpino, Avellino; concorsi di cui entrambi finalisti.

DIDONE’ & COMACCHIO architects, concorso per la riqualificazione di piazza stazione a Belluno,; concorso per il nuovo Teatro nel Comune di Albignasego; concorsi di cui entrambi premiati.

GIANMARCO CORVARO E GRETA GIOSTRA, presentazione del proprio elaborato del contest; studio su Giancarlo De Carlo architetto ed il progetto realizzato al Monastero dei Benedettini di San Nicolò l’Arena a Catania.

Il pomeriggio, dopo questi importanti momenti formativi, atti a fornire ai ragazzi strumenti di conoscenza e spunti utili per la definizione progettuale del padiglione espositivo, ma soprattutto alla modalità di avvicinamento all’architettura da compenetrare e costruire all’interno di un tessuto storico altamente stratificato.

 

TERZO GIORNO,  domenica 29 luglio 2018. Rush finale ed individuazione del vincitore di MateraLab

foto Daria Belova

Seguiti dai tutor ufficiali del workshop, gli architetti sopracitati e dal nostro apporto, i ragazzi producono i loro lavori, mostrando noi man mano l’evoluzione di un’idea progettuale, interagendo con le difficoltà del lotto rispetto al sistema urbano più ampio in cui è inserito (ricordiamo la presenza dell’emergenza architettonica del Convento di Sant’Agostino, la posizione degli assi stradali, atti a creare un invaso, attualmente parcheggio e giardino di risulta, in un punto ‘d’accesso alla città).

Interessanti gli spunti e le idee dei sei grandi gruppi costituiti, in modo da avere un elaborato di qualità, dato la compartecipazione e la suddivisione del lavoro (i workshops cono utili anche in tal senso, per comprendere e sperimentare il lavoro in team): c’è chi ha lavorato per elementi piani, creando piazze sospese che richiamano le “cortine”, luoghi di aggregazione spontanea per gli abitanti dei Sassi, chi ha lavorato sul tema dell’acqua e delle cavità, chi ha ragionato per sottrazione e addizione di elementi, chi ha giocato su una modularità da riproporre, nella sfera del design, all’interno delle diverse piazze di Matera o nei punti di dilatazione urbana. Interessante anche il rapporto con le scale, necessariamente emerso dalla presentazione di gran parte dei gruppi.

Alla fine delle suggestioni, il merito è andato a tutti, innanzitutto, per essere intervenuti ed essersi preposti a vivere una magnifica esperienza per l’architettura, dove conoscendo e relazionandosi con persone provenienti da diverse scuole di pensiero, hanno avuto modo di vivere, mettendo anche in discussione, una nuova e sperimentale forma di bella contaminazione, nel mondo della progettazione d’architettura, nel paesaggio, visione stratificata di valori umani, sociali, materiali, antropologici, archeologici e via dicendo.

Alla fine, un po’ per scherzo, un po’per creare una bella, sana, competizione, ma anche per gratificare chi, con un maggior sforzo, di creatività, di ricerca, di indagine, è riuscito ad elaborare un progetto particolarmente interessante. E fra tutti il GRUPPO 6 (ordine da noi dato alla sequenza delle presentazioni, di cui vi sono diverse dirette sul canale social FB), costituito dai ragazzi Claudio Carreri, Micol Balma, Silvia Balloni, Anna Sala, Miriam D’Ignazio, Marco Demetrio ed Elena Parodi, provenienti da diversi luoghi d’Italia, Martina Franca, Genova, La Spezia, Rapallo, Teramo ed Alessandria. I ragazzi hanno ricevuto consacrazione ufficiali da parte della giuria del Primo Posto, vincendo il premio speciale in denaro previsto per la partecipazione al workshop.

Il loro progetto, elegantemente presentato dalla loro rappresentante Miriam D’ignazio,  è nato dallo studio del carattere duale di una città quale Matera, che si sdoppia costantemente sugli elementi di cui è costituita, in maniera spesso antitetica e paradossale, citando poi la “società liquida”, teorizzata da Zygmunt Bauman,, cercando ed esponendo, attraverso la loro idea progettuale, il carattere archetipale di Matera, cioè l’acqua, elemento vivo e presente ovunque nel sottosuolo della città, nelle cisterne e nei palombari, ma “invisibile”. Dunque da tale ricerca è emersa un’interessante progettualità, di cui poi, in sede di presentazione si è avuto di dibattere, a mo di talk formativo, per capire criticità e potenzialità di una restituzione, seppure svolta in un tempo fortemente stringato. Bravi ragazzi ad ogni modo!

Al secondo posto il GRUPPO 1, proveniente dall’estero, costituito da Alexandra Burecu, Daria Belova, Julia Petrochenko, di cui la prima dalla Romani, le seconde dalla Russia. Onorati per la loro presenza, abbiamo assistito ad una progettazione molto interessante da parte loro, legata ad un concept di riferimento che dava spazio al tema della cavità, trattata con elementi lignei ripetuti in sequenza, che creavano spazi interessanti di relazione con il contesto. Bella anche la restituzione grafica del progetto.

Che altro dire, allegare altre immagini credo basterà per ricordare ad ognuno di noi quanto sia utile e bello, si bello davvero, partecipare, in un modo o l’altro, da fruitore o da organizzatore a queste iniziative che, mosse dall’architettura, nostra passione, finiscono per coinvolgere tutti in un tripudio di emozioni, entusiasmo, quasi a sottolinearne un carattere irreale, da sogno o film, di questi momenti. Come un viaggio della mente ma anche del corpo che si sofferma, ma non si ferma, a vivere emozioni su altri luoghi, con altra gente, perseguendo e studiando il Paesaggio e vivendo ed assaporando la bella archtiettura!

Speriamo di rivederci presto e ancora e ancora in altre belle storie del genere!

Grazie!

Andrea Damiati

Instaura

 

PS sotto per notazione e correttezza di informazione tutti i gruppi partecipanti ed una sintesi dei PROGETTI.

 

GRUPPO 1  - SECONDO CLASSIFICATO - Presentazione del Progetto

Alexandra Burecu

Darya Belova

Petrochenko Julia

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GRUPPO 2 - Presentazione del Progetto

Gian Luca Di Lisa

Enzo Maio Masci

Francesco D'Amario

Leopoldo Casertano

Matteo Venanzio

Francesca di Fusco

Fabiola Cristalli

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GRUPPO 3 - Presentazione del Progetto

Enza De Maria

Alessia De Simone

Belinda Gallo

Agnese Chittaro

MelanIa Bisegna

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GRUPPO 4 - Presentazione del Progetto

Federica cangiano

Francesca Agnese

Rosalia De Vivo

Ivan Branca

Alessia Aufiero

Alberto Calenzo

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GRUPPO 5 - Presentazione del Progetto

Federica Miranda

Dapnhe May Massari

Russo Maria Rosaria

Carolina Crozzolin

Giulio Saponaro

Giovanna Nichilò

Linda Anna Parisi

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GRUPPO 6  - VINCITORE  - Presentazione del Progetto

Claudio Carreri

Micol Balma

Silvia Balloni

Anna Sala

Miriam D'Ignazio

Marco Demetrio

Elena Parodi

 

 

GALLERIA FOTOGRAFICA

FOTO DARIA BELOVA

 

FOTO DARIA BELOVA

FOTO DARIA BELOVA

FOTO DARIA BELOVA

FOTO DARIA BELOVA

FOTO DARIA BELOVA

FOTO DARIA BELOVA

I TUTOR DI MATERALAB

IL GRUPPO SECONDO CLASSIFICATO

IL GRUPPO VINCITORE DI MATERALAB

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