I LAND

IL CASSERO DI PRATO, DA ANTICO COLLEGAMENTO DIFENSIVO A POLO ESPOSITIVO

27-12-2018 redazione Instaura - Elisa Pieralli
racconti d'architettura, materiali e tecniche nel Restauro Architettonico

Il cassero di Prato, noto anche come corridore, sorge nel cuore del centro storico della città di Prato. La sua costruzione risale alla metà del 1300, quando la città era soggetta al controllo fiorentino. Il cassero fu edificato per fini difensivi in quanto, essendo un vero e proprio corridoio coperto, permetteva ai soldati fiorentini di attraversare una parte della città senza essere visti. Il cassero infatti collegava la Porta Fiorentina, una piccola fortificazione a ridosso delle mura, alla porta orientale del Castello detto dell’Imperatore.

Esternamente il cassero appare come una muraglia, realizzata in pietrame misto faccia vista con aperture lunettate intervallate da piccole fenditure. All’interno, ad una quota di 3 metri rispetto al livello stradale, vi è il camminamento coperto con copertura a botte. Il camminamento all’aperto è invece inserito all’estremità superiore delle mura e protetto da merlature. I due orizzontamenti sono collegati attraverso un sistema di botole.

L’edificio rimase pressoché immutato fino al 1800, quando fu demolita la parte più prossima al Castello per fare spazio al nuovo viale carrabile. Seguì un lungo periodo di abbandono dell’edificio e solamente tra il 1980 ed il 1990 la Soprintendenza per i Beni Ambientali ed Architettonici ne autorizzò il consolidamento strutturale. Un nuovo intervento, progettato e diretto dagli architetti Riccardo Dalla Negra e Pietro Ruschi, ha ridato vita al momento mediante un complesso restauro conservativo ed innesti di completamento, trasformandolo in un polo espositivo.

Innanzitutto si è provveduto a ristabilire la connessione tra la porzione di cassero demolita ed il Castello. Tale obiettivo è stato raggiunto attraverso la riproposizione sul livello stradale dell’ingombro planimetrico dell’antica muraglia. È stato quindi realizzato un taglio dell’asfalto stradale seguito dall’inserimento di cubetti di porfido a tracciare l’antica architettura. Nel lato opposto, quello più prossimo alle mura della città, il cassero è stato ricollegato all’antica Porta Fiorentina attraverso la realizzazione di un ponte pedonale in acciaio e legno.

Il taglio netto che l’edificio aveva subito durante la sua parziale demolizione è servito agli architetti per innestare una nuova intelaiatura in ferro e legno che consente di accedere facilmente all’interno dell’edificio. Per le superfici originali rimaste in essere, sono stati realizzati interventi conservativi che hanno interessato il reintegro sottolivello degli intonaci antichi, la fermatura e stilatura dei giunti della muratura faccia vista, e la messa in sicurezza della merlatura.

Riportando le parole dei progettisti: ‘la creatività insita nel progetto architettonico reintegrativo, non dovrà porre al centro dell’attenzione l’addizione stessa, assimilando la preesistenza a una suggestiva e aulica cornice, bensì dovrà trarre da essa gli spunti per far sì che la mancanza venga riassorbita figurativamente dal monumento, pur utilizzando un linguaggio autenticamente moderno’.

 

BIBLIOGRAFIA

  • M. DE VITA, Architetture nel tempo, Dialoghi della materia, nel restauro, Firenze, 2015       

Report e foto Elisa Pieralli

 

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