I LAND

La gualchiera di Coiano, Prato

26-02-2019 redazione Instaura - Elisa Pieralli
racconti d'architettura

Una sintesi della storia e delle vicende conservative che hanno caratterizzato il complesso produttivo della Gualchiera di Coiano viene riportata dall’architetto Guanci nel tomo ‘I luoghi storici della produzione nel pratese’; se ne trascrive di seguito il testo.

 

Il piccolo opificio conosciuto come gualchiera di Coiano, ma più precisamente individuabile nel mulino e gualchiera Naldini, rappresenta un episodio produttivo di fondamentale importanza in quanto, a differenza di altri impianti, ha mantenuto immutata usa sua funzione dagli inizi del Trecento fino a tempi recenti. L’eccezionalità del sito è inoltre costituita dal fatto che, al suo interno, vi siano ancora presenti gran parte dei macchinari, tutti ancora collegati alle originarie trasmissioni meccaniche a cinghie, alimentate direttamente dalle turbine presenti sul rame occidentale del Gorone, che vi passa di sotto.

Le notizie più antiche, riferibili a questo luogo, al tempo detto ‘Fondo’, risalgono al 1180 e sono relative ad un mulino di proprietà della pieve di Santo Stefano, in seguito anche detto ‘ex parte occidentis’, per distinguerlo dall’altro, che sorse a poca distanza e fu di conseguenza detto ‘ex parte orientis’, come attesterebbe un documento del 1258.

In realtà, almeno per il momento, si tratta di un piccolo impianto molitorio ad un solo palmento (macina) che rimarrà di proprietà dell’ente ecclesiastico almeno fino al XVI secolo, quando l’impianto verrà rilevato, assieme ad altri di questo tipo, dalla famiglia fiorentina dei Naldini, che in parte lo adatteranno a gualchiera. I Naldini rappresentano a pieno quel fenomeno per cui i lanaioli fiorentini, al fine di assicurarsi la preziosa disponibilità delle gualchiere pratesi, intorno al Cinquecento cercarono di entrarne in possesso, sia acquistandole e sia prendendole a livello, ovvero a contratto.

L’impianto era gestito da un gualchiera che, in questo caso, nel 1579, risulta essere Piero da Ponte, il quale come è ormai consuetudine oltre a sodare e purgare ‘panni forestieri’, berretti e ‘lendinelle’, vi esercita anche la tintura degli stessi, utilizzando tuttavia colori di bassa qualità, come i neri, i bigi ed i tabaccati, rivolti perlopiù ai panni utilizzati dai contadini. La famiglia da Ponte, la cui continuità è rappresentata dai Filippi, manterrà la conduzione, sia del mulino che della gualchiera fino al XVII secolo, quando ad essi subentreranno i Franchi, altra importante famiglia di gualchierai pratesi. L’impianto in questo periodo si è ormai consolidato con le sue tre ‘docce’ da gualchiera e due ‘palmenti’ del mulino, oltre ai tirato, arrivando fino agli inizi del novecento, quando ai Franchi subentreranno i Ciolini.

Saranno questi ultimi a sostituire gli antichi apparati delle gualchiere con i più moderni ‘folloni’ e ‘purgapanni’, per i quali, la sola energia idraulica non fu più sufficiente, richiedendo quindi l’affiancamento, prima di un motore a gas povero e poi di uno elettrico.

Tale configurazione, con i suoi sei folloni e quattro purgapanni, è rimasta pressoché immutata fin o agli anni Novanta, quando è stata acquistata dal Comune di Prato.

 

L’edificio versa in pessimo stato di conservazione; parte delle murature e delle coperture sono crollate, lasciando così esposti alle piogge ed alle intemperie i macchinari e gli oggetti a corredo dell’attività tessile che fino agli anni Novanta li si continuava ad esercitare. La vegetazione si sta quindi impossessando del sito, lasciando solo intravedere gli antichi volumi architettonici.

La struttura necessita di importanti opere di recupero, motivo per cui già dal 2010 studiosi, esperti, cittadini e l’associazione ‘Insieme per il recupero della gualchiera di Ciano’ si sono battuti per accendere l’attenzione delle amministrazioni sull’importanza del ripristino e della valorizzazione dello storico sito industriale. L’associazione, grazie alle adesioni dei soci e dei sostenitori, è riuscita ad operare alcune piccole ma incisive opere preliminari al fine di bloccare l’inevitabile perdita dei tratti più caratteristici e che costituiscono un unicum dell’edificio.

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

  • Giuseppe Guanci, I luoghi storici della produzione nel pratese, anno 2011, pag.76-77
  • https://www.fondoambiente.it/luoghi/la-gualchiera-di-coiano-o-mulino-naldini?ldc
  • https://www.fondoambiente.it/il-fai/grandi-campagne/i-luoghi-del-cuore/comitati/792
  • Giuseppe Guanci, Una rara testimonianza di archeologia industriale: la gualchiera di Coiano, testata giornalistica ‘Metropoli’, 16 e 23 luglio 2010.

 

INSTAURA TOUR SPECIALE GUALCHIERE https://www.instaura.it/restaura-km0/articles/452/instaura-tour-speciale-gualchiere-alla-scoperta-dei-luoghi-storici-di-produzione-2-marzo-e-9-marzo-2019/

 

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Report di Elisa Pieralli

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