I LAND

Racconti d'architettura: il report delle due puntate a Castelfiorentino e Montecatini Terme con Massimo Mariani architetto

09-06-2019 redazione Instaura
EVENTI INSTAURA REALIZZATI

CASTELFIORENTINO, Museo Benozzo Gozzoli e sede BCC

Due giornate interessanti, dedicate all’architettura, ma dove inevitabilmente si sono mescolati altri elementi, fra arte figurativa ed elementi del paesaggio, dall’urbanistica alla progettazione d’interni, atti a rendere vivi, creativi oltre che belli e funzionali i luoghi progettati. A Castelfiorentino l’incontro, avvenuto sotto la pioggia, ci ha condotti verso l’opera dedicata ad ospitare l’opera di Benozzo Gozzoli, pittore rinascimentale toscano, autore di numerosi affreschi e che, nel territorio, ha lasciato in eredità alcuni importanti testimonianze di tabernacoli, fra cui i due, dedicati alla Madonna della Tosse ed alla Visitazione, che oggi risiedono all’interno dell’importante spazio museale progettato dall’architetto Massimo Mariani.

L’idea di creare dei RACCONTI D’ARCHITETTURA è nata un po’ casualmente, data la naturale propensione del nostro progetto di dar voce all’architettura: ci siamo detti perché non far parlare, narrare lo stesso architetto contemporaneo di una sua personale opera? Niente di nuovo al mondo, ma interessante taglio su qualcosa che, spesso, viene edificato e poi lasciato la, come amore che sfugge o in preda ai marosi. Mi scuso per l’inciso romanzato ma, nonostante tutto, il nostro progetto Instaura, conserva e serberà sempre, la passione, “amor che move il sole e l'altre stelle”, motivo per cui tutto questo ha modo di esistere e sussistere. Soprattutto negli occhi degli architetti, la cui vita, prima dell’effimera soddisfazione, è fatta di ricerca, studio, sacrificio, conflitto, creatività da spiegare, dimostrare, portare avanti con convinzione, con determinazione e passione di cui prima. Massimo Mariani è uno di questi individui che, mossi dal piacere per l’arte, la pittura, la scultura e poi l’architettura, come processo formativo del proprio essere, ha prodotto tanto, ma davvero tanto, in molti anni di onorata carriera e le sue opere, compresa il davvero bel MUSEO BENOZZO GOZZOLI, parlano da sé. Narrano di una forte individualità, calata in un corpo tenace e duraturo, in una mente abile a risolvere problematiche tecniche, capace di portale colore in luoghi spesso asettici nella forma mentis comune, come ad esempio le seriose banche, in cui l’architetto ha dipinto mondi variegati, divertenti, ricchi di colori laddove non ce lo si aspetta. Al suo studio, alla seconda puntata dei racconti, il disvelarsi completo, a nudo, delle sue capacità comunicative, attraverso l’uso del colore che, impresso su date forme, assume tipologie e morfologie nuove, creare volumi, gioca con i pieni ed i vuoti, diventa, insomma, esso stesso Architettura. La forma, infine, compensa, completa, delinea l’obiettivo finale.

Nel Museo, invece, lo scopo è stato rendere lo spazio introverso, quasi spoglio, ma ben delineato in ogni minima spazialità, curato nella questione essenziale della percettività dell’opera: lo spazio è “a favore di”, si prende cura, non urla, ma accoglie un’opera del passato, con rispetto, gioia da esprimere attraverso le luci, che conferiscono valore assoluto ai due tabernacoli, intorno a cui è stato costruito il “guscio” museale. Un’opera eccezionale, piccola e bella, fatta di uno spazio didattico d’accoglienza, molto funzionale, un foyer d’accesso verso l’esposizione delle sinopie dell’artista, la rapida ma lenta salita verso le opere del maestro, una “passeggiata di architettura”, quasi un’ascesa verso l’opera d’arte del passato, disposta poi in modo davvero eccellente, quasi una di fronte all’altra, quasi a creare un nuovo dialogo, a cercare intimi riflessi di una storia di un restauro, un distacco, un intervento che ha dato nuova vita al passato. Al piano superiore una saletta per proiettare informazioni sul Museo e per piccoli eventi, completa la passeggiata, potendo offrire al fruitore un affaccio, nuovamente, su Benozzo Gozzoli. Sublime.

MONTECATINI TERME, area Kursaal e studio Massimo Mariani

Aspra la polemica antecedente l’evento, la seconda puntata dei RACCONTI, ma non per l’iniziativa nostra, piuttosto che per l’impatto che l’intervento di demolizione del famoso complesso Kursaal ha avuto sulla cittadinanza che, nostalgica e legata a quel luogo come identitario, non ha mai accettato che la nuova Architettura prendesse il sopravvento e che, leggendone luoghi, spazi e scelte di finiture, ha sicuramente reso maggior giustizia ad un luogo che, a detta da alcune testimonianze sia storico fotografiche, sia de visu, non era connotato da elementi d’architettura di particolare pregio storico artistico, in quanto opera, si, del Novecento, ma probabilmente, abbastanza seriale. Al di la di questa considerazione, importante dire anche dell’epoca del fine ciclo del Kursaal, laddove abbandono e degrado primeggiavano su un brano consistente di città. La dimensione dell’intervento ha dunque malcelato i legami dei cittadini che, oggi, palesemente poco fruiscono di un’area che appare quasi vuota, soprattutto nelle parti basamentali, destinate alle attività commerciali, mentre meno è ai piani superiori del complesso dove, fra case e studi professionali, la situazione è nella norma.

Aperitivo, brindisi e musica.

Preferisco non alimentare la polemica, augurandomi, in cuor mio, di giovane architetto, che l’opera di Aldo Rossi e dello studio m + s, nel tempo e con le giuste osservazioni e constatazioni (sarebbe utile fare dei workshop dedicati all’architettura di quel luogo per far si che ne avvenga un riconoscimento), possa tornare/iniziare una vita di maggior intensità, che sia produttrice di buone pratiche, che inneggi all’arte, all’architettura e, perché no, nuovamente allo svago, come era negli anni d’oro della città di Montecatini Terme, dove quel luogo rappresentava il tripudio di una gioventù spensierata e libera.

Lo studio di Mariani, aperto a conclusione della passeggiata, ha dimostrato tutte le sue immense qualità: le sue sculture, i plastici delle sue opere, una presentazione con musica irriverente mostra i render dei loro progetti: un giovane studente di architettura o un giovane architetto (non a caso) sarebbe impazzito al suo interno.

Noi ringraziamo l’architetto, innanzitutto, per la disponibilità a dedicarci due fine settimana della sua vita, per raccontare a tutti il potere e la responsabilità di un’architettura…poi ringraziamo, come sempre, tutti coloro i quali ci seguono. Sanno già che ve ne saranno ancora altre, ricominciando da settembre, sperando di coinvolgere tanti, ma davvero tanti, protagonisti dell’architettura contemporanea sul territorio nazionale.

Alla prossima esperienza culturale con Instaura!

Andrea Damiati

Instaura team

 

GALLERIA FOTOGRAFICA 

Castelfiorentino

 

Montecatini Terme

Foto Studio Massimo Mariani

 

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