I LAND

IL REPORT della giornata - Le colonie marine fasciste: Calambrone, città dell'infanzia - Instaura #ontheroad

02-11-2019 Sara Policheni - redazione instaura
EVENTI INSTAURA REALIZZATI

Il primo Instaura #ontheroad della nuova stagione ci ha portato a Calambrone, località marittima del litorale pisano, sorta nei primi decenni del Novecento come area destinata ad ospitare le colonie marine elioterapiche per i bambini del regime fascista. La cittadella viene infatti concepita come una vera e propria Città dell’infanzia, con le sue sette colonie e con un Centro servizi comune, particolarità dell’insediamento, che lo rende un unicum a livello nazionale. Come spiegato eccellentemente dalla storica dell’architettura Alessia Domenichini che ha guidato la passeggiata, le colonie climatiche per fanciulli si diffondono sui litorali italiani durante il periodo fascista con il preciso scopo di fare profilassi contro malattie come la tubercolosi, che mietevano un’alta percentuale di vittime tra i bambini, ma altresì per educare e indottrinare i più giovani secondo un preciso piano: la colonia diventa un luogo per la formazione fisica e spirituale dell’uomo fascista.

Altra particolarità della località di Calambrone è la conformazione di ‘Città in linea’ di matrice Futurista, determinata dalla sequenza di strada ferrata, fascia dei servizi, viale litoraneo, fascia delle colonie, fascia dell’arenile e mare.

In questo panorama Calambrone diventa centro di sperimentazione architettonica per i progettisti chiamati ad operare, che elaborano interessanti soluzioni corrispondenti funzionalmente a precise logiche e necessità, senza tralasciare l’aspetto simbolico – trasmesso tramite la visione dall’alto dell’edificio – e stilistico, dove prevale lo stile razionalista italiano. Solo dal 1939 verranno delineate indicazioni a livello manualistico per la tipologia architettonico-funzionale della colonia elioterapica.

La passeggiata è partita dall’attuale Piazza A. Madonna, fulcro dell’ex Centro servizi, tra cui vi sono la chiesa di Santa Rosa, dove viene ancora celebrata la messa e che prende il nome dalla madre di Mussolini, l’ex infermeria e centro amministrazione. Alla visita della chiesa, recentemente restaurata come gli altri edifici del vecchio centro servizi, è seguito il giro tra le colonie, partendo da nord con la Vittorio Emanuele III, edificata nel 1934 su progetto dell’ing. Steffanon per l’ex consorzio antitubercolare e che planimetricamente ha la forma di un bambino con le braccia alzate, simbolo del consorzio stesso. Si è poi proseguito con la Firenze, prima colonia costruita su progetto dell’ing. Giovannozzi, risalente al 1931, e attualmente l’unica a non essere stata oggetto di restauro e recupero. Proseguendo si incontra la Principi di Piemonte progettata dall’ing. Baldi Papini e costruita tra il 1932 e il 1933, che planimetricamente assume la forma di un aeroplano direzionato verso il mare. Oggi ospita una struttura turistica. La colonia Regina Elena viene progettata dall’arch. Ghino Venturi nel 1931, autore anche del Centro servizi, che ne rispecchia lo stile razionalista con rimandi classici; attualmente la colonia ospita degli appartamenti e un ristorante. Planimetricamente è conformata come un fascio littorio, rispondendo così anch’essa alla simbologia che contraddistingue tutte le colonie.

L’ultima tappa del tour è stata la colonia Rosa Maltoni Mussolini, che prende il  nome dalla madre di Mussolini. L’edificio costituisce con i suoi 400 metri di facciata e 100.000 mc il più grande esempio di colonia elioterapica sul litorale tirrenico, progettata dall’arch. Angiolo Mazzoni per il Ministero delle comunicazioni, altresì progettista della Centrale termica della stazione di Santa Maria Novella a Firenze e della stazione di Montecatini. La colonia, nata con la funzione prevalente di collegio, viene inaugurata nel 1932 suscitando l’ammirazione di personalità di spicco come Marinetti. 

L’edificio è simmetrico e diviso in due parti di competenza, rispettivamente, dei Postelegrafonici a sud e dei Ferrovieri a nord e vi era un unico grande accesso porticato posto sulla facciata principale. Ogni ala della ex colonia era dotata di cucina, refettorio, dormitorio, scuola e area amministrativa. All’interno del cortile di pertinenza della ex colonia lato sud, che oggi ospita una struttura turistico ricettiva, è possibile ammirare i volumi regolari che compongono l’edificio e il famoso serbatoio idrico con la scala elicoidale, restaurati con l’originale colore arancio che contraddistingueva l’edificio. Il complesso viene terminato nel 1935 con l’aggiunta dell’esedra a sud, nata per ampliare i dormitori esistenti.

 

GALLERIA FOTOGRAFICA

la chiesa, prima e dopo l'intervento di riconfigurazione

la colonia Rosa Maltoni Mussolini

 

 

Report Sara Policheni

Social Media: