I LAND

Il report della giornata - Flânerie in Torbiera un diverso sguardo su itinerari d'architettura - Instaura #ontheroad

03-11-2019 Chiara Sonzogni - redazione instaura
EVENTI INSTAURA REALIZZATI

Sabato 12 ottobre, il team Instaura è approdato in provincia di Brescia, proponendo un itinerario d'architettura #ontheroad nella Riserva Naturale delle Torbiere del Sebino. 20 i partecipanti, 3 le associazioni coinvolte, 5 i chilometri percorsi in una gradevole mattinata di metà ottobre. Le attività si sono aperte con una "colazione in compagnia dell'architettura" che ha alternato sorsi di caffè a chiacchiere sul passato e sul futuro della Riserva.

Ad aprire le attività è stato Silvio Parzanini, Presidente di Legambiente Franciacorta, sottolineando le fragilità e le emergenze ambientali del luogo. A seguire, il gruppo Instaura, rappresentato da Chiara Sonzogni, ha fornito alcuni cenni storici sul paesaggio delle Torbiere che la Natura ha riscattato dopo un secolo di sfruttamento da parte dell'industria, per l'estrazione della torba, un combustibile di origine vegetale, molto usato a cavallo tra Ottocento e Novecento. Le Torbiere vengono classificate come Riserva Naturale (il più alto grado di protezione ambientale riconosciuto dallo Stato e dalla Comunità Europea) nel 1983, 33 anni dopo l'esaurimento del giacimento. In un tempo davvero breve la Natura ha trasformato questa ferita in un luogo unico, "si tratta di un eccellente esempio, forse unico al mondo, di ripristino ambientale non forzato" dice Livio Pagliari, guida della Riserva, nell'incominciare il tour. Infatti, ai cenni teorici è seguita una passeggiata nel cuore del paesaggio, guidata dall'Associazione Amici della Riserva. Non sono mancate domande e curiosità, nozioni sulla flora e sulla fauna. Sapete che un pesce siluro può raggiungere i 4 metri? E che le tutte le anguille del mondo si vanno a riprodurre solo nel Mar dei Sargassi? E l'equiseto? è una pianta antichissima e come tale ha una struttura semplice e modulare, si può letteralmente smontare. Livio ha accennato anche alle emergenze ambientali della Riserva, prima fra tutte l'introduzione di specie non autoctone, e la scarsa cura delle "buche" che si stanno interrando e i cui margini si stanno sfaldando. Le tracce del passato industriale si mimetizzano, ma la guida non ha mancato di farle riaffiorare davanti ad una piccola barca in cemento armato. "Non è un monumento, ma una vera barca, di quelle usate durante gli scavi per il trasporto dei mattoni di Torba. E se dico Luccio? Cosa vi viene in mente? Un pesce sì, invece nel gergo della Torbiera è l'affilato strumento a forma di gabbia, montato su lunghi bastoni, con cui l'uomo nell'arco di 100 anni, con i piedi a mollo nella palude, ha estratto i 9 milioni di metri cubi di Torba".

 

Sono bastate davvero poche decine di minuti per innamorarsi della delicatezza e della fragilità di questo luogo, capendo subito che è attraverso la conoscenza più approfondita e l'immersione sensoriale in un luogo che possiamo imparare ad amarlo e a prendercene cura. Qualcuno capì la potenza di questa pratica molti anni fa, anzi un millennio fa. Stiamo parlando dei monaci cluniacensi che nell'anno 1000, sui resti di un tempio pagano romano, hanno fondato il Monastero di S. Pietro in Lamosa, un'architettura unica nel suo genere, somma di stili di ogni epoca. La sacralità del luogo e la passione con cui il signor Battista, membro dell'associazione volontari amici del monastero, ne ha raccontato storia e vicissitudini, hanno coronato il tour, offrendo un quadro completo della bellezza e della potenza di questo piccolo angolo di mondo, così poco conosciuto da sembrare segreto.

Ho la sensazione che tutto questo si perderà, cosa fare per preservarlo? Come possiamo conoscerlo di più? Ci sono ancora uomini che hanno lavorato agli scavi e che possano raccontare? I miei ragazzi ci potrebbero venire? Io faccio teatro e... Queste le domande con cui i partecipanti si congedano, sul sagrato del Monastero, dimostrando che sì, anche questa volta Instaura, con un'azione semplice ispirata alla leggerezza della Flânerie ottocentesca, ha trasmesso un messaggio importante, che è dalla conoscenza che inizia la cura e quindi la tutela del nostro patrimonio, materiale, immateriale e naturale. Si è instaurata una nuova esigenza, e per chi vive questo luogo tutti i giorni non può esserci felicità più grande.

GALLERIA FOTOGRAFICA

epoca degli scavi

il luccio

il monastero - foto di Angelo Danesi

panoramica, foto di Angelo Danesi

la torba

 

 

 

 

 

Report Chiara Sonzogni

Social Media: