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Bologna: il centro, il jazz, l'università

12-12-2013 Marco Pontrandolfi

Il centro. Andare in centro a Bologna significa entrare in un percorso comune. E' il punto di incontro ideale per i cittadini alla fine di una settimana di lavoro o di studio.

Del centro di Bologna si conoscono i portici. Si dice che quando piove è possibile andare a fare una passeggiata per le vie storiche anche senza ombrello, tanto ci sono i portici che proteggono dall'acqua. In realtà ci si bagna lo stesso perché le persone sotto le volte sono di solito troppe per non superare il limite e prendere l'acqua, soprattutto di sabato.

Ma fa parte del gioco, i più abili non si spostano.

Il sabato e la domenica il centro storico di Bologna è chiuso al traffico. Si può scendere tra le strade libere, la “T” formata dalle vie Indipendenza, Ugo Bassi e Rizzoli, e condividerle con bolognesi e turisti che passeggiano, fanno acquisti, entrano nei locali e fanno colazione sotto alle due torri.

Il blocco del traffico permette di trasformare parti delle vie in piccoli palchi dove è possibile seguire musicisti di strada bravi, verso sera. I più bravi si possono trovare in via Rizzoli, nel tratto vicino a Piazza Maggiore, sul lato destro della via, se si guarda in direzione della Torre degli Asinelli. E da lì è un attimo raggiungere Palazzo re Enzo, palazzo del XIII secolo, sede di mostre di vario tipo, o entrare proprio in Piazza Maggiore, cuore della città, dominata dalla basilica di San Petronio.

Se è la giornata giusta, si può anche pensare di essere in una città che sa ancora vivere, non piccola come un paese ma non così inospitale da volersela scordare.

Il Jazz. Bologna è la città del jazz. Non è un caso che un jazzista sardo    famoso nel mondo come Paolo Fresu abbia scelto di vivere anche a Bologna. La storia del jazz bolognese ha una trama importante che si intreccia con la storia del jazz internazionale. Ha vissuto all'interno delle sue mura Chet Baker, uno dei più grandi trombettisti jazz di sempre. In città molti hanno suonato o suonano jazz per passione, più che in altre città italiane, anche più grandi. Il regista Pupi Avati ha suonato  come clarinettista nella Doctor Dixie Jazz Band, ad esempio, band ancora famosa tra gli appassionati in città.

Per questo è possibile frequentare locali dove ascoltare dal vivo il miglior jazz sulla piazza. Prima fra tutti, la Cantina Bentivoglio, via Mascarella, è tra i cento migliori locali jazz al mondo secondo la rivista americana di settore Down Beat. I musicisti migliori italiani e stranieri hanno suonato alla Cantina. In fondo anche chi il jazz non lo conosce a Bologna può cominciare a capirlo. Basta poco, si tratta di improvvisare.

L'Università. Bologna è prima di tutto una città universitaria, fatta di giovani che nonostante i   sacrifici necessari riescono comunque a vivere da soli e a mettersi alla prova nei settori su cui vogliono puntare.

Anche chi studente non è si trova così a confrontarsi con un ambiente sprovincializzato e vitale dal quale nascono collaborazioni e idee innovative. L'università inoltre tiene sempre aperti i propri musei e le proprie biblioteche. E aperti a tutti, studenti, turisti, professionisti. Centro della cittadella universitaria è l'area che va da via Zamboni a Piazza Verdi, di fronte al Teatro Comunale. Non si può visitare questa zona senza fermarsi a bere un caffè in Piazza Verdi.

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