I LAND

architetto classe '85

20-01-2014 Francesco Miranda
UN'INTERVISTA A.....

Altro giovane architetto sottoposto alla fatidica intervista....vediamo di chi si tratta....

                        

  Nome Cognome  

  Francesco Miranda     

  Personale definizione  

  Classe ’85 vivo nell’interland vesuviano e mi occupo di architettura

 

  Cos’è per te l’architettura? Voglio la tua sensazione.

E’ una forma d’arte a larghissima scala e in quanto tale è una lama a doppio taglio. L’architettura, come l’arte d'altronde, è l’espressione di un’emozione. E’ un giusto compromesso tra funzione ed estetica. L’architettura è un processo costruttivo e cognitivo per il quale il risultato è volto al cambiamento non solo della vita di chi lo utilizza, ma soprattutto di chi lo vede e chi lo vive indirettamente e dunque un processo pericoloso. 

Quando hai capito, se lo hai capito, di voler diventare architetto?

Da piccolo come tutti giocavo con soldatini e con le auto radiocomandate ma al contrario degli altri bambini perdevo piu tempo a creare basi o garage che poi nell’effettivo gioco. Credo sia stato un processo più indiretto che diretto cioè non è stata una decisione presa razionalmente dunque penso di non averlo mai capito veramente ma di averlo voluto fortemente.

   Di cosa ti occupi oggi? Studi ancora, sei architetto o hai cambiato strada? Sincera, però….

Sono Architetto ed ho uno studio professionale dove dovrei e vorrei occuparmi di Architettura, al contrario spesso e volentieri mi ritrovo a fare le classiche pratiche comunali che più che architetto mi fanno sentire impiegato.

Quale materia studiata all’università ti ha affascinato di più? E perché? Ma ci interessa poi? Fa un po’ tu.

Sembrerà strano, forse qualcuno mi prenderà per uno psicopatico, ma la materia che più mi ha affascinato nel percorso universitario è stata tecnica delle costruzioni. Il motivo è che è il mezzo che ti permette di capire realmente come funziona un sistema architettonico e dunque quello che realmente ti permette di spingerti nei meandri della progettazione.

Quale libro o film ti ha condizionato l’esistenza? (questa è bella)

Mio malgrado non sono un accanito lettore. Per quello che riguarda i film diciamo che mi piace molto Quentin Tarantino.

Cos’è per te la fotografia? E’ presente nella tua vita, in qualche modo?

La fotografia in generale è il “quadro” dei nostri tempi, per me è la chiave di un ricordo, è utile ad innescare un processo nel subconscio che porta, guardando un’immagine, a provare le sensazioni provate all’atto dello scatto. 

L’architetto che stimi di più oggi? Ed uno del passato? Che ne pensi di te, in relazione a loro? Esistono davvero gli archistar?

Bella domanda. 

Io oggi stimo quei pochi architetti di paese che con un budget risicato riescono a realizzare una buona architettura, quelli che si confrontano con i gusti delle clienti e cercano nonostante tutto di ottenere un risultato esteticamente corretto, quelli che tornano a casa con le scarpe piene di calce, quelli che non sono apprezzati e talvolta nemmeno pagati.

Beh di architetti che hanno fatto la storia ce ne sono a valanga e sinceramente penso che citarne solo uno sarebbe riduttivo, dall’antichità fino all’inizio 900 un pò tutti gli architetti hanno dato un contributo forte allo sviluppo dell’architettura. Pertanto dai romani che costruivano in mattoni a Mies con il suo acciaio penso che un pò tutti sono da stimare.

Io ringrazio gli architetti del passato per ciò che ci hanno tramandato e i contemporanei di paese perché mi danno la forza e il coraggio di andare avanti e mi fanno capire che forse ancora qualcosa di buono si può fare in questa realtà deturpata dall’abusivismo in cui l’estetica è quella del make up. 

Gli archistar esistono e penso che qualcuno lavori anche bene. Ma la domanda che mi pongo è un’altra, con commissioni cosi alte, budget illimitati e studi con centinaia di dipendenti possono essere definiti architetti???...Io penso che siano un po come indotti industriali con centinaia di impiegati che stanno li a disegnare finestre e porte a fare ricerche e a rompersi il culo per la gloria del Boss. Sono industrie che realizzano un prodotto senza limiti di budget, qualcuno dirà “non è vero fanno prima un’analisi dei costi” si certo ma poi escono le varianti e i costi si moltiplicano. Sono mercanti con commissioni altissime.

Cosa suggeriresti ad un giovane che si accinge ad iscriversi in una facoltà d'architettura? Vale la pena studiare una materia così complessa?

Oggi il panorama è irrimediabilmente compromesso dunque il consiglio che posso dare ad un giovane è di seguire il proprio istinto, l’architettura è una missione e in quanto tale può riservare gioie ma spesso dolori. 

Cosa pensi del Restauro Architettonico? L’hai studiato? Ti interessa? Anche se no, dimmi cosa vedi intorno a te…

Il restauro Architettonico se fatto bene riesce a ridare non solo l’estetica e la funzione ad un edificio, ma lo rende vivo. Spesso, però, il restauro è volto esclusivamente a far rivivere i fasti di un tempo. Quello che ho imparato all’università, ma soprattutto viaggiando è che il restauro deve dare una nuova vita all’edificio senza però creare un falso-storico. Quello del falso-storico è un concetto che nell’interland vesuviano non conoscono qui non esiste restauro, esiste l’aggiusto. Qui le cornici e gli stucchi si ricreano da zero in perfetto stile e nel caso se ne aggiungono di nuovi cosi sembra più bella e più vecchia. La cosa mi fa paura, perchè girando scopro che le nostre terre sono colme di casolari e ville patrizie in stato di degrado assoluto e spero che se un giorno qualcuno dovesse pensare ad un restauro lo faccia seguendo i canoni del Restauro Architettonico vero e non quelli del Falso.

Un aneddoto riguardante il tuo lavoro o gli studi.

Ogni volta mi chiamano ingegnè…

 

Grazie e BUONA FORTUNA, AMICO MIO….e viva l’architettura sempre!

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