Dettaglio Struttura

Reggia di Quisisana

DATA REGISTRAZIONE:  27-09-2015
AREE MONTANE

La Reggia di Quisisiana è una dimora storica situata nella zona collinare di Castellammare di Stabia, nella frazione di Quisisana, da cui prende anche il nome. Risalente al periodo antecedente al 1200, ha avuto nel corso degli anni diverse funzioni, da palazzo reale a collegio fino ad essere trasformata in un albergo; dopo un periodo di totale abbandono che l'hanno ridotta ad un rudere, nel 2009 sono terminati i lavori di restauro che hanno permesso di ripristinarne la configurazione.

STORIA

Le origini della reggia di Quisisana sono tutt'oggi ancora incerte: sicuramente la costruzione è antecedente al 1280 sia da come risulta da alcuni documenti scritti da Carlo I d'Angiòsia da come testimoniato dal Decameron di Giovanni Boccaccio che nella VI novella del X giorno così recitava:

«Un cavalier, chiamato messer Neri degli Uberti, con tutta la sua famiglia e con molti denari uscendone, non si volle altrove che sotto le braccia del re Carlo riducere; e per essere in solitario luogo e quivi finire in riposo la vita sua, a Castello a mare di Stabia se n'andò; e ivi forse una balestrata rimosso dall'altre abitazioni della terra, tra ulivi e nocciuoli e castagni, de'quali la contrada è abondevole, comperò una possessione, sopra la quale un bel casamento e agiato fece, e allato a quello un dilettevole giardino, nel mezzo del quale, a nostro modo, avendo d'acqua viva copia, fece un bel vivaio e chiaro, e quello di molto pesce riempiè leggiermente.»(Giovanni Boccaccio,Decameron, VI novella, X giorno)

riferendosi proprio alla costruzione di Quisisana. A dar fortuna alla reggia fu anche la scelta del luogo che risultava essere salubre per il clima ed allo stesso tempo offriva uno dei migliori panorami sul golfo di Napoli: secondo alcuni per questa serie di motivi la zona venne chiamata Domus de Loco Sano, in seguito trasformato in Quisisana, mentre altri sostengo che il nome derivi da una frase pronunciata da Carlo II d'Angiò, "Qui si sana", dopo essere guarito da una grave malattia proprio nella dimora stabile Le prime notizie certe sullo svolgimento della vita all'interno della reggia si hanno nel periodo angioino: infatti prima sotto Carlo e poi con Roberto d'Angiò questa venne notevolmente ampliata creando un edificio incentrato su due corpi ortogonali, il primo rivolto verso il mare e l'altro sul viale d'ingresso; era dotata di tre piani destinati uno alla servitù, uno al riposo e l'altro alle attività di rappresentanza. Nel giro di pochi anni diventò una delle mete preferite durante l'estate dei regnanti, acquistando sempre più fama come luogo salutare e di guarigioni tanto che nel1401a seguito di un'epidemia di peste Lasdilao di Durazzo vi si rifugiò insieme alla sua famiglia, rimanendo immune da ogni contagio; stessa situazione si verificò nel1420 sotto il regno di Giovanna II Dopo la dominazione angioina, dal1483, e quindi sotto gli Aragonesi e i Vicereale, la reggia divenne proprietà di diversi notabili, non subendo particolari modifiche, fino al1541, quando Castellammare di Stabia diventò feudo deiFarneseche si appropriarono anche della costruzione, ma a causa della totale incuranza ed inutilizzo da parte della famiglia Farnese, cadde in rovina.

Attualmente la Reggia è utilizzata per convegni, meeting, iniziative quali mostre ed eventi culturali.

Aggiornamento settembre 2015

Le sale dello splendido Palazzo Reale di Quisisana a Castellammare di Stabia, un complesso di epoca borbonica di recente restaurato, tornano a ospitare,fino al 31 dicembre 2015, lamostra “Dal Buio alla luce”, nata dalla collaborazione tra la Soprintendenza di Pompei, Ercolano e Stabia e la locale Amministrazione Comunale. I reperti esposti provengono sia dalle ville rustiche dell’ager stabianus sia dalle lussuose e panoramiche domus costruite sulla collina di Varano, esplorate e rinterrate nel Settecento, riportate successivamente alla luce a partire dal 1950.

Oltre agli oggetti di uso quotidiano, agli strumenti agricoli, agli affreschi e agli stucchi, è possibile ammirare un cratere a calice in marmo alabastrino, un porta profumi in bronzo e la statua del pastore, che porta con sé i prodotti della terra e due quadrupedi.
Una menzione particolare spetta al carro in metallo e legno carbonizzato che, rinvenuto nel 1981 nel quartiere rustico di Villa Arianna, è stato oggetto di un accurato intervento di restauro filologico.

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Fonte wikipedia

https://it.wikipedia.org/wiki/Reggia_di_Quisisana

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