Dettaglio Struttura

Santa Maria di Costantinopoli

DATA REGISTRAZIONE:  15-10-2015
CENTRI STORICI

Fu fatta costruire come cappella privata dalla famiglia padronale dei Carafa per accogliere la statua della Madonna col Bambino portata a Torre dal corsaro Andrea Maldacena.
Con l'assenso del principe Nicola Maria Guzmàn, fu ceduta nel 1674 al Pio Monte dei Marinai. Questo, fondato nel 1615, e alloggiato prima nella chiesa della Madonna delle Grazie e poi in S.Croce, amministrato da tre padroni di barche e tre pescatori che venivano eletti ogni anno, assistito spiritualmente da un sacerdote stipendiato, più che una confraternita fu un'associazione con scopi religiosi e sociali e svolse una funzione molto importante nella vita cittadina poiché s'incaricava dei contratti di lavoro, delle paghe dei marinai e pescatori, della compravendita ed esportazione del corallo, soccorreva i marinai bisognosi con l'opera dei medici, con medicinali e vitto, riscattava col denaro quelli che venivano catturati dai barbareschi durante le uscite per la pesca, dava un sussidio giornaliero a quelli che erano vecchi e inabili, donava cinque doti ogni anno a figlie di quelli che erano prossime spose, provvedeva alla messa sociale e all'impartizione dei sacramenti e infine alle esequie dei soci che morivano e alle messe in loro suffragio.
Nel 1699 concorse anche al riscatto dell'Università dal dominio padronale, prestando la somma di mille ducati.
Col contributo dei numerosi soci la cappella fu, verso la fine di quello stesso secolo XVII, ampliata e trasformata in chiesa, abbellita di dorature alle pareti, di marmi policromi, di pregevoli quadri su tela, di un organo, ultimandosi i lavori nel 1700.
Nell'eruzione del 1794 la lava ignea del Vesuvio, correndo verso il mare, dopo aver distrutto S. Croce e danneggiato l'Assunta, non toccò la chiesa di S. Maria che si trovava in posizione più arretrata nè il borgo marinaro alle sue spalle.
Dopo di ciò vennero a mancare le rendite, diminuì il numero dei soci per morte o emigrazione e il Pio Monte non prosperò più come prima; ebbe vita sino alla fine del secolo XIX, poi, in conseguenza delle mutate condizioni dei tempi, si esaurì e cessò di funzionare.
La chiesa, con l'interno ad una sola navata e due cappelle per ogni lato, priva di cupola, conserva ancora l'altare maggiore ricco di marmi intarsiati, sul quale troneggia la citata statua lignea, dipinta a colori, della Madonna seduta col Bambino che, diventata la padrona dei marinai, tiene in mano un significativo ramo di corallo; ha alle pareti tracce dell'antica doratura (visibili in qualche punto sotto la sacrilega imbiancatura), belle acquasantiere barocche di marino con sculture raffiguranti barche e pescatori, il pregevole organo, alcune tele nelle cappelle e presso la porta d'ingresso. Ha anche un ricco corredo di arredi d'argento e di paramenti di seta, di notevole pregio artistico, del 1795, nonché degli ex-voto di marinai, di carattere popolare.
Lavori di copertura delle strutture esterne, che hanno permesso la riapertura della chiesa dopo cinque anni, sono stati recentemente eseguiti con un congruo contributo in denaro da parte della Banca di Credito Popolare che sempre si distingue per la salvaguardia del nostro patrimonio civile.
Sede dell'Associazione "Stella Maris" che svolge opera di assistenza religiosa a favore dei marinai e pescatori.

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