Dettaglio Struttura

Santa Maria del Principio

DATA REGISTRAZIONE:  13-01-2016
CENTRI STORICI

Santa Maria del Principio a Torre del Greco

La Chiesa di Santa Maria del Principio, meglio ancora conosciuta come chiesa di Sant’Anna per la presenza di una statua lignea presente nella stessa e oggetto di grande devozione, si trova a Torre del Greco, in provincia di Napoli.

Il sito ha una storia antica e molto peculiare; il nucleo originario è costituito da un’edicola costruita intorno al 1100 nei pressi del mare e raffigurante la Vergine del Principio. La vicinanza al mare fa sì che nel tempo questa edicola diventa un importante punto di riferimento per i tanti marinai autoctoni e non che solcano le poco sicure acque del tempo; il risultato di questa  grande devozione suscitata è la costruzione di una vera e propria chiesa della quale, l’edicola stessa ne diventerà l’altare ed il fulcro simbolico. Nel corso dei secoli la chiesa diviene luogo di culto sempre più importante ed attorno ad essa si intrecciano storie e miti.

La storia corre nei secoli e arriva al 15 giugno 1794 quando una grande eruzione del Vesuvio colpisce Torre del Greco e l’area vesuviana distruggendo inesorabilmente la chiesa stessa. Ma la storia di questo sito alle falde del Vesuvio, che sembra così essersi conclusa, riparte dopo pochi giorni quando, dall’alto del sovrastante monastero degli Zoccolanti, risparmiato dalla lava, qualcuno colpito dalle esalazioni di zolfo provenienti dai pressi della chiesa sepolta induce la popolazione a scavare. Viene creato un tunnel dal quale si estrae il materiale lavico e ci si fa strada verso l’interno; ad un certo punto tra i resti inglobati nel materiale piroclastico si apre un varco più ampio, una sorta di camera. Gli scavatori vi accedono e con grandissimo stupore ritrovano intatta e praticamente scavalcata dalla lava l’antica edicola votiva con l’affresco, il nucleo originario e fondante della chiesa. Allo stupore segue la volontà del popolo di ricostruire la chiesa che, ad inizio del 1800 e su progetto dell’architetto Ignazio Di Nardo, risulta già pronta nelle attuali vesti, circa 18 metri sopraelevata rispetto a quella originaria.

Successivi scavi hanno poi riportato in vita alcune parti dell’antica chiesa e hanno reso possibile la conservazione e l’accessibilità all’antico sito.

Dal 2014, grazie al lavoro congiunto dell’associazione Wesuvio e dell’attuale parroco, è possibile accedere con visite guidate alla chiesa ed all’antico livello inferiore. Gli obiettivi sono far conoscere al grande pubblico il sito e la sua unicità architettonica, storica e scientifica  e di contribuire al restauro dell’antico affresco che versa in condizioni molto difficili a causa delle peculiari condizioni ambientali in cui si trova nel sottosuolo.

 

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