Dettaglio Struttura

Chiesa di Santa Maria dei Bossi

DATA REGISTRAZIONE:  08-01-2014
CENTRI STORICI

All'ombra di grandi querce, si erge la chiesa, o meglio, la chiesetta di di S. Maria dei Bossi, una cappella rurale che a Casalbore chiamano semplicemente "la Cappella di Maria". Si tratta del più antico luogo sacro del paese, tanto da essere definita "Prima Chiesa e prima Comunità Cristiana di Casalbore". Anzi, a voler essere precisi ci troviamo di fronte ad un luogo di culto ancora più antico, visto che fu sacro già nei tempi pagani. Solo successivamente il tempietto pagano con l'immagine del Dio o della Dea venne sostituito dalla statua della Vergine da cui prende il nome la struttura. Archeologicamente parlando, è difficile effettuare una precisa "lettura complessiva" del sito. La chiesetta, un vano a pianta regolare quadrata, con un'abside di accentuata convessità, è formata da una struttura mista di mattoni e pietre, realizzata sui ruderi di un monumento funerari romano del II sec. D.C. La prima citazione della chiesa risalirebbe all'anno 452: "Ecclesie Sanctae Mariae in Casali Albulo", rifacendosi ad una pergamena del 1102 appartenente al fondo di S. Sofia in Benevento (proprietaria della chiesetta fino al XVII sec.): "In Casali Albulo vi è la chiesa Sanctae Mariae, Sanctique Joannis Precursoris Domini". Sempre secondo l'Ughelli la chiesa di S. Maria dei Bossi ottenne diverse concessioni da Sovrani e Papi, come un privilegio del 1118 con cui Papa Gelasio II concesse l'indulgenza di anni 10 e giorni 30 a chi "pentito e confessato" si fosse recato in visita alla chiesa di S. Maria di Casalbore. L'importanza del sito è confermata dai continui ritrovamenti archeologici effettuati nel corso dei secoli. In epoca romana, se non addirittura sannitica, doveva esserci un aggregato urbano, visto che il luogo si prestava come luogo di sosta lungo il Regio Tratturo che collegava l'Abruzzo con la Puglia. Qui fecero tappa i primi predicatori cristiani provenienti dalla Palestina e dalla Grecia, tanto che, dall'inizio del II secolo D.C., si formò una comunità cristiana. Durante il periodo di Traiano venne realizzata una variante della via Appia che, partendo dall'Arco di Traiano a Benevento, passava per Aeclanum e dopo il ponte delle "Chianche" portava a S. Maria dei Bossi e proseguiva per Brindisi. La sosta a S. Maria dei Bossi si è perpetuata nei secoli, col passaggio di greggi verso Abruzzo e Puglia, e, dopo l'anno Mille, di Crociati e pellegrini. La chiesetta di S. Maria dei Bossi, abbandonata sul finire degli anni '40, a causa del crollo del tetto, venne "degradata" a stalla, tanto che la statua della Madonna fu spostata presso la chiesa Madre di Casalbore. Il rifacimento del tetto ed un parziale restauro vennero effettuati solo nel periodo 1975/76. La struttura non sembra porre problemi di stabilità, anche se l'incuria anzidetta ha certamente provocato un grave deterioramento, soprattutto per quanto riguarda gli stucchi originari.  

Social Media: